Tre buoni motivi per leggere la saga de “L’amica geniale” di Elena Ferrante

(5 / 5) C’è un po’ di Lila ed Elena in ciascuna di noi

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Quella de “L’amica geniale” di Elena Ferrante è una quadrilogia composta dai libri “L’amica geniale”, “Storia del nuovo cognome”, “Storia di chi fugge e di chi resta”, “Storia della bambina perduta”, editi tra il 2011 e il 2014.

Si narrano le vicende intrecciate di due donne, Elena e Lila, dall’infanzia alla vecchiaia: due amiche molto diverse, il cui destino segnerà la storia di un intero rione della Napoli tra il secondo Dopoguerra e gli anni 2000. I libri scorrono bene, li ho divorati pur non essendo una grande amante del genere.

Ecco tre buoni motivi per leggerlo:

 C’è un po’ di Lila ed Elena in ognuna di noi, e in ognuna delle nostre amiche. Impossibile non fare paragoni, mentre si legge il libro.

È un bellissimo quadro dell’Italia in 60 anni di storia, tra cambiamenti sociali, politici e urbanistici. È anche un bellissimo quadro di Napoli, ma non bisogna essere per forza conoscitori della città per apprezzare il libro.

 Nè buoni nè cattivi, ci si muove in un piccolo grande universo fatto di persone messe alla prova dai cambiamenti del tempo, a cui è impossibile non affezionarsi, e che – come direbbe Fabrizio De Andrè – «se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo».