(4,5 / 5)
La prova che il bullismo può colpire chiunque

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Tredici” è un romanzo scritto nel 2007 da Jay Asher: forse molti di voi ne hanno sentito parlare grazie alla serie tv di Netflix, uscita nel 2017 e diventato un vero e proprio successo in breve tempo.

Il tema è delicato: siamo in un paesino degli Stati Uniti, e il protagonista – uno studente del liceo – riceve un pacco contenente una serie di cassette (sì, cassette, il vero vintage sottovalutato da anni e tornato prepotentemente di moda grazie a “Tredici”, altro che vinili). Inizia ad ascoltarle, e scopre che sono state registrate tempo addietro da Hannah, una sua compagna di scuola che si è suicidata. Nei nastri, la ragazza spiega i motivi del suo gesto, e si scopre che – tra bullismo, abusi e cattiverie – ce n’è proprio per tutti, e il tranquillo paesino di provincia (in cui apparentemente non ci sono situazioni di disagio sociale) svela un lato che molti non potevano, o non volevano, vedere.

Ecco tre motivi per leggere questo libro:

 Hannah è bella, intelligente, colta, semplice, non va particolarmente bene a scuola, è desiderosa di fare amicizia. Insomma, perfettamente normale. In genere purtroppo – sia nei film sia nei libri – le vittime di bullismo vengono stereotipate, la vittima è spesso il secchione bruttino, gracile, fuori luogo: è importante capire che invece i meccanismi del bullismo possono colpire chiunque.

 Un piccolo gesto, una cattiveria, un dispetto che presi singolarmente forse contano poco, messi insieme si trasformano in una valanga di calunnie e prese in giro, che travolge la ragazza. In pratica, tutti sottovalutano le loro azioni, tranne scoprire solo dopo quanto possono fare male.

 Un libro per ragazzi? Forse. Ma io lo consiglierei tantissimo anche agli adulti, spesso i primi veri bulli, almeno dando una rapida occhiata a molti commenti sui social. Poi ci si chiede come mai imperversi il bullismo nelle scuole.