Tre buoni motivi per leggere “Wintergirls” di Laurie Halse Anderson

(3,5 / 5) Esplorare la mente di una ragazza anoressica dei giorni d’oggi

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“Wintergirls” di Laurie Halse Anderson è uno di quei libri adatti sia ai ragazzi sia agli adulti. Un tuffo nel mondo dei disturbi dell’alimentazione di cui si parla ancora troppo poco, seguendo le vicende di Lia, amica di Cassie fin dall’infanzia, in competizione in un’assurda gara mortale per stabilire chi di loro sarà la più magra. Ecco tre buoni motivi per leggerlo:

Perché del mondo dei disturbi dell’alimentazione l’opinione pubblica sa ancora piuttosto poco. O almeno, conosce quella che si può definire la punta dell’iceberg.

Perché grazie a questo libro mi sono resa conto che esistono anche comunità online, forum e chat, in cui tante ragazze (spesso giovanissime) si incontrano per parlare delle amiche “Ana” e “Mia”, ovvero anoressia e bulimia, incoraggiandosi a vicenda per non cedere alla fame. Sconvolgente. Mi sono apprestata a verificare che non si trattasse di un’invenzione dell’autrice: è tutto vero.

Perché il libro ha ricevuto critiche positive da molti quotidiani importanti (uno su tutti, The Guardian) ma anche qualche critica negativa a proposito del fatto che il romanzo potrebbe in qualche modo “incoraggiare” le ragazze a fare come la protagonista. Io non penso: qualsiasi libro che parla di una condizione di disagio può potenzialmente attirare “emulatori”, molto dipende da come l’argomento viene affrontato. “Wintergirls” è un libro che descrive quel che accade nella testa di una ragazza che soffre di anoressia, cerca di descriverne il mondo, i pensieri, ma non passa il messaggio che «quello che mi accade, in fin dei conti, è una figata», messaggio che invece ho ritrovato in alcuni libri che in questo senso ritengo davvero più dannosi (“50 Sfumature di Grigio” o ancora peggio “After”, in seguito spiegherò perché). Quando ho letto il libro avevo 23-24 anni, alla fine non avevo certo voglia di imitare la protagonista. Semmai di scoprire di più per aiutarla. Credo che il messaggio più importante sia la speranza di poter uscire da quel tunnel di disperazione.