(3,5 / 5) Un utile manuale per orientarsi nei meandri del web


Ho letto “Scrivere per il web 2.0” di Alessandro Scuratti (Area51, 2015) perché amo il mio lavoro e cerco di essere più aggiornata possibile sulle migliori tecniche per comunicare sul web. E poi metterle a confronto, applicarle, e vedere nella pratica cosa succede. E poi perché sono estremamente curiosa.

Il libro è un saggio/manuale che contiene alcuni utili trucchi per chi si occupa di comunicazione online, tanti mantra per chi scrive per il web, per chi ha un blog, o semplicemente per chi ha un prodotto e vuole pubblicizzarlo sui social; ecco tre buoni motivi per leggerlo:

Perché sono consigli che possono sembrare banali, ma applicarli non è altrettanto banale. E ne è la conferma il grande numero di professionisti che – almeno in Italia – ancora fa fatica a seguirli.

Perché il web, da tanti colleghi giornalisti considerato uno strumento di serie B, si è imposto largamente nella vita di tutti i giorni, è diventata una realtà che non si può più ignorare, né tantomeno snobbare. In ogni caso il libro non è utile solo ai giornalisti, ma a chiunque voglia comunicare su internet, compresi coloro che vogliono cimentarsi nella costruzione di un blog, o vendere un prodotto sui social.

Perché l’autore lo spiega abbastanza chiaramente: nulla (o quasi) succede per caso, neppure nel variegato mondo del web. E non c’è più grande errore di dire che «se ce l’ha fatta Chiara Ferragni a diventare milionaria posso farcela anche io, d’altronde che ci vuole, apri un blog e sei a posto». Per avere successo – come in una qualsiasi altra impresa – anche sul web ci vogliono tempo, idee, competenze strategie e denaro. «Di norma – spiega l’autore, che spesso deve rispondere a lettori che gli chiedono come guadagnare con il proprio blog – i blog che fanno guadagnare soldi ai loro autori hanno solo apparentemente la struttura di un blog personale. Infatti, sono aggiornati in genere da una vera e propria redazione. Questo significa che i blog che guadagnano soldi sono articolati progetti editoriali».