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Bellissimo, attuale e appassionante. Per chi vuole capire il mondo


Attenzione attenzione: ho usato l’aggettivo “appassionante” per descrivere non solo un saggio, ma un saggio di geografia. Roba che se tornassi indietro di un paio d’anni inorridirei come un cane a cui viene dato un limone da assaggiare. Davvero. Non sono mai stata un’amante dei saggi (ho iniziato tardi ad apprezzarli) né della geografia.

Ma Tim Marshall, giornalista inglese, è riuscito a compiere il miracolo con “Le 10 mappe che spiegano il mondo” (Garzanti, 2017). Che – per essere precisi – non parla di geografia (non solo) ma di geopolitica, società, e storia.

Ecco tre buoni motivi per leggerlo:

1 Perché molti di noi sono stati abituati a studiare la geografia a scuola prendendo in considerazione il fiume più lungo, la montagna più alta, il numero di abitanti di uno Stato. Stop. Qui, tramite la geografia, vengono spiegati i motivi dello sviluppo o del non-sviluppo di uno Stato, del perché determinati Stati vanno d’accordo e altri no. Viene spiegato il perché una determinata zona ha avuto una particolare storia e si è sviluppata in un determinato modo. Insomma, la geopolitica “for dummies”.

2 Perché il libro “spiega il mondo” partendo soprattutto dai fatti più attuali: dalle tensioni Usa-Corea del Nord all’espansione economica della Cina, dall’Isis fino agli appetiti della Russia. Una sorta di “vademecum” sintetico, spiegato bene e semplice da capire.

3 Perché è incredibile constatare che, nonostante l’avvento e la straordinaria evoluzione della tecnologia, la geografia sia ancora e sempre alla base della maggior parte delle tensioni nel mondo.

Insomma, consigliatissimo. Occorre aggiungere però che, pur essendo piuttosto facile da leggere, bisogna avere la giusta concentrazione; per essere al top, a dirla tutta, bisognerebbe tenersi le mappe sempre a portata (quindi consiglio la versione cartacea e non l’e-book).

La cosa inquietante è rendersi conto che nessuno Stato può dirsi veramente in pace o privo di tensioni. Nulla di nuovo, ma leggere questi dati tutti d’un fiato rende meglio l’idea della globalità del fenomeno.

Un altro consiglio: da leggere in fretta. Il libro è molto attuale e questo lo rende estremamente interessante, ma tra qualche anno (o chissà forse anche tra qualche mese) gli scenari potrebbero essersi evoluti.