(5 / 5) Il futuro? È già qui da un pezzo


Quando mi hanno consigliato di vedere “The Circle” con Tom Hanks ed Emma Watson ho scoperto che era tratto da un libro, e dunque, come spesso succede, ho letto il libro. Che è davvero molto più bello del film, quindi se vi è piaciuto il film correte in libreria perché il meglio deve ancora venire.

Per gli amanti delle serie tv, direi che la trama potrebbe assomigliare a quella di una puntata di “Black Mirror”: “Il cerchio” di Dave Eggers (Mondadori, 2014) è ambientato in un futuro prossimo, anzi, direi prossimissimo, in cui una ragazza di periferia va a lavorare per il Cerchio, grande multinazionale del XXI secolo che ha assorbito giganti come Facebook, Google e Apple. Tutto sembra bellissimo, modernissimo, all’avanguardia. Ma questo progresso ha un prezzo. Sapremo rendercene conto?

Ecco tre buoni motivi per leggerlo:

1 Perché è ambientato in un futuro molto prossimo. Anzi no. Ci siamo già dentro, al futuro descritto nel libro. È straordinariamente vero.

2 Perché condivido la stessa filosofia dell’autore: siamo (e saremo) noi ad accettare di nostra volontà tutte le “comodità” che ci riserva la tecnologia, in cambio della nostra privacy, dei nostri diritti, del nostro pensiero. Emarginando chi non si adatta.

3 Perché i personaggi sono costruiti molto bene: c’è la protagonista, una ragazza come tanti, personaggio non necessariamente positivo o negativo, insomma proprio come succede nella realtà. Un “guru” che entusiasma la folla e affascina i giovanissimi mostrando loro dove può arrivare il progresso. I dipendenti del Cerchio che ormai sono totalmente assorbiti dal loro lavoro (anzi, dall’universo del Cerchio, che arriva poi ad abbracciare tutta la società) al punto da considerare “strani” coloro che non condividono la loro vita sui social. Insomma, vale la pena, davvero.