(5 / 5) Un capolavoro, tra romanticismo e dannazione


Il romanzo romantico e maledetto per eccellenza: “Cime Tempestose” è stato l’unico libro scritto da Emily, una delle tre sorelle Brontë (Charlotte, forse la più famosa, è autrice di “Jane Eyre” e altri romanzi, mentre Anne, la minore, scrisse “La signora di Wildfell Hall” e “Agnes Grey”), tra il 1845 e il 1847. Dunque un piccolo grande e unico gioiellino della letteratura inglese ottocentesca.

Adattato in mille forme, tra film, teatro e miniserie tv (e chi non conosce la celebre canzone “Wuthering Heights” di Kate Bush?), racconta la storia dell’amore tra Catherine e Heathcliff, cresciuti come fratelli ma appartenenti a classi sociali diverse (Heathcliff, adottato da piccolo dai genitori della ragazza, è in realtà un orfano dalla pelle scura, forse uno zingarello). Incomunicabilità, fraintendimenti, convenzioni sociali, matrimoni di convenienza e sentimenti di gelosia e vendetta, danno luogo a un amore assoluto, passionale, distruttivo.

Ecco tre buoni motivi per leggerlo:

1 L’ho già detto: perché è il romanzo romantico e maledetto per eccellenza, incentrato sul rapporto tutto particolare tra Catherine e Heathcliff, tormentato da fraintendimenti, gelosia, vendette, e da una violenta passione (ma senza violenza fisica tra i due o su Catherine; va detto, visti i tempi). Una passione destinata a non lasciarli mai. Nemmeno dopo la morte.

2 Per le anime dei protagonisti, così diverse da quelle solitamente descritte nei romanzi dell’epoca: ribelli, passionali, vive, assetate di emozioni. Esattamente come le anime dei dialoghi.

3 Perché “Cime Tempestose” ha un’attraente anima oscura, in cui le storie d’amore si intrecciano con quelle di morti, fantasmi, spettri, vendette e dannazione.

E infine… perché il libro contiene, secondo me, una delle più intense e romantiche confessioni d’amore: