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Un classico intramontabile, gli eterni rivali uniti da un legame di profonda amicizia e stima


Sono molto affezionata a “Don Camillo” per una serie di motivi: in primis, perché vedevo i film con Fernandel e Gino Cervi, quando ero piccola, con i miei nonni. E crescendo ne ho compreso il significato profondo, che ho descritto nel primo buon motivo. E così, naturalmente, ho voluto il libro, che mi è stato regalato nel 2000 da mio papà in cambio di un “distinto” preso in un compito in classe. Parlo di “Mondo Piccolo – Don Camillo”, il primo della serie, ma in realtà, così come per i film, sono stati scritti molti altri libri che raccontano le avventure di Don Camillo e Peppone.

Ecco tre buoni motivi per leggere i libri di Don Camillo:

1 Sono rassicuranti e fin “fiabeschi”. Sì. Parlano di un piccolo mondo che si è lasciato la guerra alle spalle, e in cui anche i rivali politici sono, nonostante le simpatiche schermaglie, uniti da un legame di rispetto, stima e amicizia. Una cosa che forse, nell’infangato panorama politico attuale, non si trova più.

2 I dialoghi di Don Camillo con il Cristo dell’altare della chiesa (come nei film) valgono forse da soli tutto il libro. Il prete di campagna, spiccio, pratico, e propenso anche a “menar le mani”, e la divinità, più distaccata, ma che alla fine non può fare a meno di guardarlo con simpatia.

3 Perché è molto scorrevole, la scrittura è elementare, divisa in capitoli che raccontano ognuno un episodio diverso. È dunque un libro che si può leggere a tutte le età, e anche quando non si è al massimo della concentrazione.