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La prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea racconta la sua esperienza con semplicità, garbo e passione


La prima reazione, dopo aver finito “Diario di un’apprendista astronauta” di Samantha Cristoforetti (La Nave di Teseo, 2018), è stata: «Vorrei aver avuto una prof come lei». Perché per 537 pagine sono rimasta incollata al libro e non ho trovato un dettaglio che non sia stato spiegato bene e in modo semplice.

Nel libro, “AstroSamantha”, la prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea, racconta la storia della sua avventura nello spazio: dall’opportunità di diventare astronauta all’addestramento, alle curiosità, al viaggio che l’ha portata alla Stazione Spaziale Internazionale tra il 2014 e il 2015.

Ecco tre buoni motivi per leggerlo:

1 Perché lei è davvero brava a spiegare anche le cose meno semplici (io non sono un ingegnere, tutt’altro), aiutandosi con illustrazioni e con uno stile divulgativo che lascia trasparire la sua grande passione, la gioia nell’aver realizzato uno dei sogni più grandi della sua vita (lei era letteralmente entusiasta e felice, io sarei stata entusiasta e terrorizzata) e la voglia di trasmettere le sue sensazioni. Il libro ha anche alcune parti più “tecniche” che sono contrassegnate con un simbolo e che, se si ha fretta, si possono saltare, ma personalmente non le ho trovate per nulla difficili, anzi, erano piacevoli come il resto della lettura.

2 Perché il suo entusiasmo è contagioso. Non importa se era mezzanotte, non importa se ero stanca: nel momento in cui ho letto il capitolo della sua partenza per la Stazione Spaziale Internazionale (si beh, non credo sia uno spoiler) sono rimasta letteralmente incollata al libro a “tifare” come una ragazzina.

3 Perché, ultimo ma non ultimo, AstroSamantha ci dà l’opportunità di osservare da vicino la vita di un’astronauta, anche in particolari che non siamo abituati a vedere nei servizi dei telegiornali: la dura preparazione, l’addestramento, gli esami. Ma anche le curiosità a cui forse non avevamo mai pensato: dai riti prima della partenza ai legami di amicizia tra compagni di missione, dai luoghi degli addestramenti al “menu” sulla ISS, dall’assemblamento delle varie tute agli esercizi. Fino all’utilizzo degli oggetti in assenza di gravità (come funziona la toilette sulla Stazione Spaziale Internazionale? Come si fa a fare la doccia? E come si beve il caffè? E come si può utilizzare un attrezzo per fare ginnastica se nel frattempo si “fluttua” via?).