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Graffiante, cinico e bellissimo come tutti i libri della Nothomb


Graffiante, cinico, dritto al cuore come tutti i libri di Amelie Nothomb: ho letto “I nomi epiceni” (Voland, 2019) in pochi giorni, ed ecco i miei tre buoni motivi per leggerlo.

La trama, in breve: l’introduzione parla di una coppia che si separa malamente. Lui la ama, lei lo lascia per sposare un altro. Poi cambia tutto: cambiano i personaggi, la vicenda, il contesto. Le due storie naturalmente sono legate, ma come?

Ecco tre buoni motivi per leggerlo:

1 Perché come ho scritto raccontando la trama, si tratta di due storie che naturalmente si intrecciano (credo di non aver spoilerato l’ovvio): sarà fondamentale capire come e perché, e non mancheranno i colpi di scena.

2 Perché Amelie Nothomb usa quel linguaggio che adoro: scattante, ironico, cinico, beffardo, ricco di dialoghi (al limite del nonsense) che mantengono un ritmo molto veloce. Il libro si legge facilmente e in poco tempo.

3 Perché l’autrice riesce a rendere “leggere” anche le storie di amore nero, come una pittrice che calca appena il pennello sul foglio regalando un tratto poco pesante ma che allo stesso tempo è capace a entrare in profondità nell’animo del lettore.