È iniziato tutto quando un’amica mi ha prestato una copia de “Il sale va a destra”, primo romanzo di Michela Alessio (LuoghInteriori, 2019). «Te lo consiglio, leggilo, è una storia d’amore, ma è particolare» mi ha detto.

Devo dire che ho iniziato non senza un certo timore, perché non sono sicura di essere fatta per i libri che parlano d’amore. Ma il parere della mia amica mi ha incoraggiato: anche lei è come me, eppure questo libro le è piaciuto. E allora l’ho letto, e si è rivelato proprio una bella sorpresa.

Ecco tre buoni motivi per leggere “Il sale va a destra”:

1 Perché affronta alcuni temi considerati “tabù”: la protagonista del romanzo si innamora di un ragazzo affetto da Sindrome di Asperger, molto più giovane di lei, e… studente del marito. In particolare, degli “Aspie” si sta iniziando a parlare solo adesso, c’è ancora molta disinformazione su questo disturbo dello sviluppo neurologico. Senza contare che, come per tutti i tabù, non si parla mai degli aspetti legati alla sfera amorosa, per cui l’autrice ha dimostrato coraggio e anticonformismo.

2 Perché non ci sono buoni e cattivi, non ci sono scelte giuste o sbagliate. C’è semplicemente la vita, che ci coglie sempre di sorpresa, con una storia che voleva essere raccontata.

3 Perché non si legge: si divora. Sono 94 pagine (dunque non ho avuto problemi neanche a infilarlo in borsa per leggerlo in giro) scritte in maniera molto scorrevole e con un buon ritmo, per cui lo ritengo un libro adatto davvero a tutti.