Avete a che fare con spostamenti in autobus/treno e non vi sta in borsa il tomo da 1000 pagine che vorreste leggere? Dovete fare una sosta nella sala d’aspetto del medico e non avete tempo per concentrarvi più di tanto? Volete una lettura da “ombrellone” poco impegnativa? Oppure semplicemente è un momento della vostra vita in cui non avete voglia di dedicarvi ai romanzi lunghi e preferireste qualcosa di più semplice e breve, ma non per questo di qualità scadente?

A me capita spesso di andare a “momenti”: ci sono quelli in cui non mi pesa affatto leggere libri lunghissimi, e quelli in cui invece ho voglia di cambiare spesso, in cui magari – anche per colpa di periodi stressanti sul lavoro – ho voglia di “abbassare la guardia” almeno quando leggo (quindi qualcosa che sia ben scritto e magari semplice e scorrevole), ma senza rinunciare alla qualità.

E dunque ecco (in ordine rigorosamente sparso) cinque titoli che secondo me sono semplici, brevi, a volte veri e propri gioiellini, stanno in borsa e si leggono rapidamente:

“Volpe 8” di George Saunders

Una tenera favola moderna sul rapporto tra uomini e natura, è brevissima e si legge davvero in poco tempo (sono appena 52 pagine). L’autore è tra i vincitori del PEN/Malamud Award, il più prestigioso premio statunitense per autori di short stories. Perché leggerlo? La recensione flash in 3 punti.

“La cerimonia del massaggio” di Alan Bennett

Una farsa colta di 95 pagine davvero semplici da leggere, infarcite di humor inglese, ricche di personaggi irriverenti, nati dalla penna di un famoso scrittore, sceneggiatore e attore britannico. Perché leggerlo? La recensione flash in 3 punti.

“Esperimento di verità” di Paul Auster

Tante piccole pillole, fatti curiosi, strani, coincidenze straordinarie che capitano a tutti almeno una volta nella vita, dalla penna di uno scrittore protagonista della letteratura statunitense contemporanea. Perché leggerlo? La recensione flash in 3 punti. 

“L’ignoto ignoto” di Mark Forsyth

Appena 26 pagine (e 2 euro di spesa) per questo brevissimo saggio sull’amore per i libri dalla penna di uno dei più noti linguisti e commentatori della lingua inglese in Gran Bretagna. Un gioiellino, l’ho davvero amato. Perché leggerlo? La recensione flash in 3 punti.

“Kiku-san, la moglie giapponese” di Pierre Loti

Meno di 200 pagine scritte in un italiano assolutamente fluente e semplice: è la testimonianza diretta di un ufficiale di marina francese che, a fine ‘800, si trova in Giappone e decide di sposare una donna del posto. Perché leggerlo? La recensione flash in 3 punti.

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Mi chiamo Valentina Bocchino, classe 1987, e nella vita mi occupo di giornalismo e comunicazione. Lavoro per varie testate giornalistiche a livello nazionale e locale, unendo la passione per la carta stampata a quella per il web, creando siti (come questo) e anche una mia testata giornalistica online. Inguaribile nerd, amo i libri, il pesto, e la tecnologia. Odio i carciofi, gli smartphone che si scaricano subito, e il vento.