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Reportage da un Giappone antico e sconosciuto


In questi giorni di “quarantena” ricordo con nostalgia i momenti conviviali, e così anche le fiere dei libri. Come il Book Pride di Genova, dove l’anno scorso ho trovato e comprato “In Giappone – Cronaca di un cambiamento”, raccolta di articoli scritti nel 1922 dal giornalista francese Albert Londres ed editi nel 2019 da O barra O.

Chi mi conosce sa che amo il Giappone (e infatti ho creato anche una sezione tematica apposta su questo blog) e non mi sono fatta scappare l’occasione di comprarlo. Ecco tre buoni motivi per leggerlo:

1 Come poteva vedere un inviato europeo – dopo settimane di viaggio – lo sconosciuto e misterioso Giappone, affacciatosi da relativamente poco tempo sullo scenario internazionale? Era la scoperta di un mondo nuovo e sconosciuto ai più. Londres descrive a modo suo, con un misto di stupore e ammirazione, la società giapponese degli anni ’20, forte e orgogliosa, vogliosa di conquistarsi un suo spazio vitale, e così diversa dalle altre popolazioni dell’est. Questo avveniva esattamente un secolo fa.

2 Il linguaggio giornalistico di un secolo fa era davvero molto diverso e merita di essere riscoperto: colto e raffinato, ironico e ricco di digressioni e metafore, così diverso dallo stile molto “asciutto” a cui per certi versi siamo abituati oggi. Ma allo stesso tempo è estremamente divulgativo e godibile, si legge facilmente.

3 Perché contiene riferimenti e frasi sorprendentemente attuali, o che comunque in un certo senso intuivano molto bene quel che sarebbe accaduto in futuro. Come «il Giappone si abbatterà sull’America» (“profezia” che si sarebbe avverata con l’attacco a Pearl Harbour), o la descrizione del petrolio come «dio delle guerre future e delle paci lontane»