Nella notte dell’11 gennaio sono stati assegnati gli ambitissimi Golden Globe e i premi per il miglior film drammatico e la miglior commedia sono andati a due opere tratte da due libri.
“Hamnet” di Chloe Zhao dal romanzo pluripremiato “Nel nome del figlio” di Maggie O’Farrell, che uscirà in Italia il 20 gennaio per Guanda nella traduzione di Stefania De Franco. Ispirato alla storia del figlio di William Shakespeare è il racconto di un bambino che è stato dimenticato, ma che ha dato il nome al personaggio e all’opera teatrale forse più famosa di tutti i tempi, “Amleto”.

“Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson, con Leonardo DiCaprio, è invece tratto dal romanzo di Thomas Pynchon “Vineland” (Einaudi, 2021, nella traduzione di Pier Francesco Paolini). Il regista, che di Pynchon aveva già portato sullo schermo “Vizio di forma”, si è preso questa volta molta libertà rispetto al libro che racconta le folle vicende di Zoyd Wheeler, un reduce della stagione hippy degli anni Sessanta che vive con la figlia adolescente Prairie in una casa roulotte a Vineland, una cittadina immaginaria nel nord della California.

Siamo poi contentissimi che sia stata premiata come miglior mini serie drammatica la britannica “Adolescence” di Jack Thorne e Stephen Graham, di cui abbiamo parlato sul nostro blog in un articolo che continuate ad apprezzare, e che potete leggere qui.
Insomma, come abbiamo già visto per i migliori 100 film dei primi 25 anni del XXI Secolo del New York Times, film e libri continuano ad essere un connubio di successo.


