Tre buoni motivi per leggere la serie del Commissario Gamache di Louise Penny

4 out of 5 stars (4 / 5)

Tre libri, tre giudizi diversi per una saga che vale 4 stelle


“Case di vetro”, “Il regno delle ombre” e “Un uomo migliore” sono i primi tre episodi della saga poliziesca di Louise Penny, pubblicati in Italia da Einaudi. Ambientati in Quebec, dove l’autrice vive, tra Montreal e il piccolo villaggio di Three Pines, dove vive il Commissario Armand Gamache, protagonista insieme alla sua squadra di romanzi che stanno ottenendo un grande successo in tutto il mondo e che sono piaciuti anche a noi.

La trama, in breve: con una scelta che ricorda quella di diverse serie televisive, tutti e tre i romanzi della Penny da noi tradotti dei 15 pubblicati, alternano l’indagine su un omicidio alle vicende dei protagonisti. Mentre il Commissario Gamache e i suoi colleghi Isabelle Lacoste e Jean-Guy Beauvoir seguono i casi, osserviamo anche le dinamiche politiche della Suretè del Quebec da una parte e le vicende del microcosmo di Three Pines, dove la pittrice Clara, i gestori del Bistrot Olivier e Gabri, la libraia psicologa Myrna e la bizzarra poetessa Ruth, con la sua papera Rosa che dice le parolacce sempre in braccio, non si limitano ad essere semplici comprimari.

I tre libri della serie ci sono piaciuti in modo diverso: ecco perché.

1In “Case di vetro” Gamache, capo della polizia, e i suoi devono indagare su un inquietante omicidio che avviene a Three Pines, in cui sembra c’entrare la misteriosa apparizione di un cobrador, che in Spagna è un perseguitatore di persone con la coscienza sporca. Nello stesso tempo devono contrastare un grande traffico di droga al confine tra Canada e USA. Il romanzo ricorda le atmosfere, note agli appassionati di gialli, di Fred Vargas, ma la Penny descrive poliziotti assolutamente realistici, lasciando le “bizzarrie” agli abitanti del villaggio. Le trame sono ottimamente intrecciate e il libro si divora, come deve fare un buon giallo. Molto affascinante la descrizione delle trame politiche tra la Suretè e il Governo del Quebec, che reggono il confronto con ‘House of Card’. I poliziotti sono chiamati ad assumere scelte difficili che chiamano in causa la loro coscienza. Niente da dire: avvincente.

2Con “Il regno delle ombre” la Penny sembra concentrarsi molto su Gamache, che deve destreggiarsi tra un omicidio e gli strascichi del caso di traffico di droga del romanzo precedente. Mettendo i dilemmi morali in primo piano, la trama poliziesca rallenta e un poco si indebolisce, come se l’autrice stesse cercando una sua strada e non volesse correre il rischio di trasformare Three Pines in una Cabot Coves canadese. Il libro decolla nella seconda parte ma poteva sollevare qualche dubbio sulla “tenuta” della serie.

3Ma “Un uomo migliore” è una svolta. Innanzitutto i personaggi evolvono in modo inaspettato nelle lotte di potere della Suretè condizionate dai social media (sì: anche i poliziotti finiscono su twitter tra hater e follower) e nel confrontarsi con l’omicidio di una donna vittima di violenze domestiche. Quindi il meccanismo investigativo è un continuo spiazzamento per il lettore, tra svolte, controsvolte e continui colpi di scena. Da tempo non leggevamo un giallo “classico” così ben condotto, che gli amanti del genere ameranno con la consapevolezza di aver trovato nella Penny una maestra da seguire ancora, e che potrà conquistare anche i meno appassionati. Con una abilità ormai rara: dei finali eccezzionali.

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