I gialli ambientati nel mondo del calcio, non mancano. Basti pensare a uno dei grandi classici di Manuel Vazquez Montalban “Il centravanti è stato assassinato verso sera” (Feltrinelli) o al più recente “Sporca faccenda, mezzala moretti” di Marco Ferrari e Marino Magliani (Atlantide).
Ma “La colpa di chi muore” del giornalista Marco Bellinazzo (Fandango, 2025) è forse il primo romanzo che esplora i meccanismi criminali che attraversano il mondo del gioco più amato e popolare del mondo. Meccanismi che l’autore conosce molto bene e di cui si occupa nel suo blog Calcio & Business e su cui ha scritto saggi come “Goal Economy. Come la finanza mondiale ha trasformato il calcio” o “Le nuove guerre del calcio. Gli affari delle corporation e la rivolta dei tifosi”: lavori in cui analizza gli aspetti finanziari ed economici di uno sport che è anche uno dei più grandi settori industriali del pianeta, capace di movimentare miliari a livello globale e di essere al centro del cambiamento degli equilibri delle relazioni economiche e geopolitiche del nostro secolo.
Di cosa parla
Nel suo esordio narrativo Marco Bellinazzo segue il giornalista e calciatore mancato Dante Millesi, coinvolto dal suo amico procuratore sportivo Claudio Romano nel mistero di un giovane ragazzo africano trovato morto nel Lago di Lugano e che si scopre essere stato ucciso in modo atroce. Quando anche uno dei soci di Romano viene assassinato, Millesi si trova al centro di un intrigo internazionale intorno al quale si muovono la procuratrice incaricata del caso, sua ex compagna, la collega e rivale Tiziana, figlia di Romano e soprattutto Willy, un giovane calciatore nigeriano che milita nella piccola squadra di provincia allenata dallo stesso Dante.
Ambientato tra Milano, Parigi e Lagos, “La colpa è di chi muore” ci porta nel cuore di tenebra del calcio e nei suoi orrori, dandoci tre buoni motivi per leggerlo.
1. Calcio criminale
Tratta di giovani africani, giri di scommesse, cattedrali di soldi costruite sopra cimiteri di sogni infranti: questo è il mondo del calcio rappresentato in “La colpa è di chi muore” e, purtroppo, niente suona falso.
Chiunque ami questo gioco davvero sa che la dimensione popolare e romantica è stata da tempo sacrificata agli interessi del business globale. Lo stesso che ha portato i mondiali in Qatar e che mette sempre gli interessi al di sopra dello sport e, soprattutto, dei giocatori che non diventano campioni, ridotti a manovalanza sacrificabile di un ingranaggio spietato. Come i migliori scrittori di noir Bellinazzo si concentra di più sulla descrizione delle logiche criminali che sulla soluzione di un caso e in questo modo scrive un libro che parla anche ai non appassionati del genere.
2. I sogni sopravvivono in provincia
“La colpa di chi muore” è comunque un atto d’amore verso il football e il suo spirito più profondo: quello dei campetti improvvisati dove Millesi cresce vedendo anche la morte di camorra e quello dei tornei minori delle squadre senza sponsor, in cui ex promesse e lavoratori che magari arrotondano un salario da poco giocano solo per il loro orgoglio e per la loro passione.
Un calcio di periferia che nel libro di Bellinazzo diventa un atto politico, come la democrazia corinthiana che trasformò una squadra in una comunità che sfidò la dittatura brasiliana dei primi anni ’80, vincendo (se non la conoscete, la scoprirete).
3. Giornalisti che cercano la verità
Sono sempre più numerose i true crime scritti da giornalisti d’inchiesta e i reportage che hanno il ritmo di un romanzo. Più rari i romanzi gialli in cui sono i giornalisti ad indagare direttamente, come accade nel classico dimenticato di Horace McCoy “Il sudario non ha tasche”.
In questo senso Marco Bellinazzo, con il suo Dante Millesi ci presenta un personaggio realistico e nuovo che vuole anche restituire dignità a una categoria che di mestiere dovrebbe proprio cercare e svelare la verità, soprattutto quando è scomoda e quando chi ha il potere la vuole nascondere. Non so se ci saranno altri romanzi con Dante Millesi come protagonista ma, insomma, se lo meriterebbe.
In breve:








