Quando ho visto “L’amore è una cosa semplice” di François Bégaudeau (Salani, 2024) sullo scaffale della libreria, ne sono rimasta subito attirata. Lo ammetto, anche perché sono sempre alla ricerca di gioiellini brevi ma belli e questo prometteva bene: 110 pagine, caratteri grandi a sufficienza per non cavarsi gli occhi dopo una giornata di lavoro al computer (grazie, Salani), un autore affermato e una storia che mi ispirava.
Ho fatto bene a prenderlo, ecco perché:
1. Sembra la storia di Carl ed Ellie di “Up” (e sì, si piange)
Il titolo del primo punto ha già detto molto se avete visto “Up”, il film di animazione Disney-Pixar, quello della casa che vola via sorretta dai palloncini. Ecco, quel film ha una delle scene iniziali più belle, strazianti e commoventi di sempre. Più della morte della mamma di Bambi. Praticamente ogni volta che la vedo piango in automatico.
“L’amore è una cosa semplice” racconta la storia di due persone che si incontrano: all’inizio sono ragazzi, si conoscono, all’inizio a lei piace un altro, poi escono insieme, si innamorano e così via. Una vita insieme dall’adolescenza negli anni ’70 alla vecchiaia dei nostri tempi. Fino all’epilogo commovente. E come diceva sempre mia nonna: “Che bello, ho pianto tanto!”.
2. Un bel libro dall’autore di “La classe”
Perché ho parlato dell’autore come di una garanzia, prima? Perché François Bégaudeau, giornalista, scrittore e sceneggiatore, ha scritto “La classe”, diario di viaggio di un anno scolastico che avevo letto molti anni fa, e che forse alcuni di voi conoscono perché è stato un vero caso editoriale. Aveva venduto oltre 200mila copie ed era stato trasformato poi in un film che ha vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes. Avevo perso di vista Bégaudeau nel tempo, mi ha fatto piacere ritrovarlo.
In più, “L’amore è una cosa semplice” è stato applaudito dalla critica e dal pubblico come uno dei casi letterari più interessanti degli ultimi anni: potevo farmelo sfuggire, in sole 110 pagine?
3. Dal buco della serratura, una coppia che ci dice che forse l’amore è davvero una cosa semplice
Leggendo il libro sembra un po’ di spiare queste due persone dal buco della serratura, o di farsi raccontare la loro storia, con tratti essenziali, da un amico che ogni tanto compie dei salti temporali dando alcuni elementi appositamente per scontati, perché possa essere il lettore a ricollegare i puntini. Una forma abbastanza colloquiale che ho trovato piacevole.
I due protagonisti, Jeanne e Jacques, vivono e ci fanno vivere la magia del quotidiano fatta di piccole gioie, abitudini, litigi, ironia, pazienza, senza eventi clamorosi ma con una vita da costruire mattoncino dopo mattoncino. Uno spaccato che potrebbe benissimo essere la biografia di molte persone che conosciamo. Forse anche la nostra.
Ma insomma, alla fine l’amore è una cosa semplice o no? Il libro sembrerebbe suggerirci di sì, o almeno, più semplice di quanto a volte non pensiamo: alla fine basta poco, eppure anche le piccole cose di ogni giorno richiedono un grande sforzo per essere tenute insieme e mandate avanti. E allora forse ha proprio ragione Jacques quando dice che “ci sono cose che più ne sai più sono misteriose”.



