“La seconda venuta di Hilda Bustamante” di Salomé Esper: realismo magico allo stato puro

SUL LIBRO

Una tenera favola in cui il miracolo più grande, alla fine, è l'amore

In questo 2025 la casa editrice Sur ci ha regalato un altro piccolo gioiellino: “La seconda venuta di Hilda Bustamante” di Salomé Esper, tradotto da Carlo Alberto Montalto.

Con 180 pagine, ritmo veloce e scanzonato è un libro che si legge molto in fretta e l’ho trovato un bellissimo esordio dell’autrice.

Mi è piaciuto molto anche per i suoi tanti elementi che rimandano al realismo magico dei migliori autori latinoamericani, con “magie” tanto meravigliose quanto misteriose che si inseriscono in un contesto reale. Ma andiamo a vedere i miei tre buoni motivi per leggerlo.

1. Una favola dissacrante

Hilda Bustamante, a 79 anni, muore. E dopo un anno, improvvisamente, risorge. Esce dalla bara e, dopo essersi ripresa dallo shock, cammina fino al suo paese, a casa, dove ritrova l’amato marito, la nipotina acquisita e le amiche di sempre, lasciandoli tutti a bocca aperta.

Ma è solo il primo di una serie di avvenimenti strani: arrivano le cavallette, le campane suonano come impazzite, le amiche iniziano a considerare Hilda una sorta di santa – anche se lei davvero non sa spiegare cosa possa esserle successo – e il prete terrorizzato scappa.

2. Nulla sarà più come prima

Perché Hilda – Hildita come la chiama il marito commosso – è risorta? C’entra la religione? È davvero una santa? È tornata per restare?

Sono domande che si fanno i conoscenti di Hilda che cercano di tenere nascosta la resurrezione per non rivelare questo meraviglioso scandalo ed evitare conseguenze indesiderate. Il tempo sembra cristallizzarsi e tutti cercheranno di continuare a vivere come prima, Hilda inclusa, senza farsi né fare troppe domande.

Ma quel che è certo è che, in questa favola, nulla sarà più come prima.

3. Il vero miracolo dell’amore in una storia non convenzionale

Con una serie di flashback si ripercorre la storia di Hilda e della sua famiglia “allargata”, del rapporto nei confronti il marito e di quell’atto di amore decisamente non convenzionale di tanti anni prima… (A tratti può ricordare una versione più profonda della storia iniziale di “Up!” della Disney).

Una storia tenera in cui, alla fine, si capisce che il vero miracolo è l’amore.

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