“Questo post è stato rimosso” di Hanna Bervoets: l’alienante mondo dei moderatori di contenuti social

“Questo post è stato rimosso” di Hanna Bervoets (Mondadori, 2022) mi ha colpita da subito per la tematica trattata: non solo i social e il loro lato oscuro, ma il mondo che c’è dietro. E allora cosa c’è dietro? Certo, geniali programmatori e imprenditori spregiudicati e ricchissimi, ma anche un esercito di “disperati” pagati male e assistiti psicologicamente ancora peggio che fanno quello che gli algoritmi non sempre riescono a fare: valutare la rimozione di potenziali contenuti non in linea con il regolamento. E qui si apre davvero un baratro. C’è qualche possibilità di redenzione?

La trama, in breve

Essere un moderatore di contenuti significa vedere l’umanità al suo peggio, ma Kayleigh ha bisogno di soldi. Ecco perché accetta un incarico per una piattaforma di social media di cui non le è permesso fare il nome. La sua responsabilità consiste nell’esaminare video e foto offensivi, sproloqui e teorie cospirative, e decidere quali debbano essere rimossi. È un’attività estenuante. Kayleigh e i suoi colleghi trascorrono le giornate guardando le cose più orribili sui loro schermi, e valutandole secondo le linee guida dell’azienda, che cambiano in continuazione. Quando i colleghi crollano uno dopo l’altro, quando Sigrid diventa sempre più distante e fragile, quando i suoi amici cominciano a sposare le stesse teorie cospirazioniste che dovrebbero valutare, Kayleigh si chiede se quel che fanno non sia troppo per loro.

Tre buoni motivi per leggerlo

Ecco tre considerazioni su questo libro:

1 È una storia decisamente disturbante e potente, ambientata nel mondo tossico dei moderatori di contenuti: passiamo molta parte del nostro tempo sui social, tanto spesso che ci lasciamo influenzare da quello che vediamo, ma chi è che lo determina? Con quali regole? In questo mondo dalla moralità sempre così fluida e border line, anche i più banali concetti di l’etica rischiano di capovolgersi nella mente dei moderatori, costretti a vedere continuamente contenuti di un certo tipo fino a smarrire se stessi e le loro convinzioni.

2 Il libro è breve ma intenso, poco più di 100 pagine scritte magistralmente da Hanna Bervoets, classe 1984, una delle autrici olandesi più acclamate della sua generazione e che ha ricevuto numerosi premi. Nei Paesi Bassi è stata nominata autore della Settimana del Libro nel 2021, importante evento creato per promuovere la letteratura olandese: è stato per questa occasione che ha scritto il romanzo breve “Questo post è stato rimosso”.

3 È un libro che parla di un tema molto interessante: l’alienazione sul posto di lavoro. Siamo nel 2022, eppure è un tema che ritorna (è bene specificare che la storia è inventata, ma il contesto no ed è frutto di un lavoro di ricerca da parte dell’autrice). Siamo sicuri che la tecnologia sia un aiuto? Siamo sicuri che venga fornita un’assistenza psicologica adeguata per mansioni come quella della protagonista? Siamo sicuri che siano lavori ben retribuiti e che i carichi siano umanamente e psicologicamente sostenibili?

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