Tre buoni motivi per leggere “Lo scarafaggio” di Ian McEwan

4.5 out of 5 stars (4,5 / 5)

La “Metamorfosi” di Kafka al contrario… con tanta satira, e una dura critica alla Brexit


Chiunque abbia letto (o conosca) “La Metamorfosi” di Kafka sa di cosa si parla: è la celebre storia di un uomo che un giorno si sveglia tramutato in uno scarafaggio. Con tutte le metafore e i significati reconditi del caso.

E se succedesse il contrario? L’esperimento l’ha fatto Ian McEwan (che ha scritto romanzi adattati anche per il cinema come “Espiazione”, ed elogiati dalla critica come “Macchine come me”). Lo scrittore inglese ha reso omaggio a Kafka con “Lo scarafaggio” (Einaudi, 2019) e il risultato è esilarante. La trama, in breve: lo scarafaggio Jim un giorno si sveglia ed è improvvisamente diventato il primo ministro inglese. Forte della grande capacità di ogni scarafaggio di sopravvivere, si adatta rapidamente al nuovo corpo. Nulla potrà ostacolarlo nel portare a termine la sua missione: fare la volontà del popolo e condurre il paese alla rovina.

Ecco tre buoni motivi per leggerlo:

1 È esilarante, attuale, fortemente satirico. Impossibile non leggere tra le righe una critica alla Brexit – esplicitata anche nella postfazione – che nel libro assume le sembianze della folle idea dell’inversionismo economico (in pratica, i cittadini vengono pagati per fare acquisti, e i soldi guadagnati dovranno essere spesi lavorando). C’è stato un referendum, la gente ha scelto la strada dell’inversionismo, e ora tocca alla politica attuarlo… ma non è sempre tutto così facile e a portata di slogan.

2 È molto leggibile, breve con le sue poco più di 100 pagine, ed estremamente godibile. Adatto a tutti, o quasi (lo consiglierei più a chi si tiene informato su temi di attualità e politica).

3 Per il finale, che non vi svelo, ma che ha molto a che vedere con gli scarafaggi che banchettano con i cadaveri (metafora riuscita) e la postfazione dell’autore sui populismi che animano la nostra epoca, in cui, come scrive lui, «la disperazione incontra lo sberleffo». Basterà una risata (a volte un po’ amara) a salvarci? Sempre per rispondere con le parole di McEwan, «forse lo scherzo e il mesto conforto della risata sono la sola risorsa possibile».

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