Dark Japan: “Non è un lavoro per ragazze” di Sakuraba Kazuki

SUL LIBRO

Consigliatissimo: è un libro che sembra una cosa in una pagina e diventa un'altra nel capitolo successivo, esattamente come la storia che racconta. Letteratura ad altissimo potenziale

Potrebbe essere un manga e sarebbe perfetto per una graphic novel, ma è un romanzo. Qualcuno lo ha definito young adult, ma è un’etichetta che sta molto stretta a “Non è un lavoro per ragazze” di Sakuraba Kazuki (e/o 2023, nell’ottima traduzione di Anna Specchio). Questo è un libro che sembra una cosa in una pagina e diventa un’altra nel capitolo successivo, esattamente come la storia che racconta: letteratura ad altissimo potenziale.

La trama, in breve

Ōnishi Aoi ha tredici anni e abitano in un’isola nella prefettura di Yamaguchi, un luogo isolato, dove le uniche attrattive per lei e le sue compagne di scuola sono il Mc Donald’s aperto da poco. Aoi odia il suo patrigno, alcolizzato e prepotente, e ama un suo compagno di scuola e giochi elettronici, fidanzato con un’altra ragazza. Un’adolescenza come tante sino a quando Aoi non conosce l’inquietante Miyanoshita Shizuka, che a scuola gestisce la biblioteca ma fuori si veste da gothic lolita e vive con il nonno e un misterioso cugino. É lei a proporre la soluzione per i loro problemi: l’omicidio. Ma l’omicidio è un lavoro per ragazze? Aoi non ne è così sicura, soprattutto quando scopre che Shizuka non è esattamente quella che dice di essere.

“Non è un lavoro per ragazze” è un libro dark e con molti livelli di lettura, tutti interessanti come i tre che vi proponiamo.

1. Un congegno narrativo perfetto

Sakuraba Kazuki è una scrittrice di razza e costruisce un congegno narrativo perfetto. Ci sono personaggi con molte sfaccettature, colpi di scena e la capacità di alternare un certo intimismo all’azione e alla suspense. Tutto questo in uno stile che mantiene tutto il magnifico senso per le cose sospese della letteratura giapponese. É un romanzo breve, che si legge d’un fiato, ma allo stesso tempo denso di dettagli, di aperture di possibilità.

2. La capacità di raccontare la complessità dell’adolescenza

L’adolescenza è la più complessa e forse crudele delle stagioni umane. Tutto è estremo, dalla solitudine ai sentimenti, e ogni scelta pesa come se fosse quella decisiva. L’adolescenza è una delle tematiche ricorrenti della narrativa giapponese e della cultura giapponese, forse perché rappresenta il passaggio dall’innocenza dei sogni alla complessità dei doveri adulti. Ambientato lontano dalle grandi metropoli, “Non è un lavoro per ragazze” ha uno sguardo insolito, sulle sue protagoniste, capace di rivelarne la complessità.

3. Un romanzo cosplayer

La ragazza che si veste da gothic lolita è una figura ormai familiare per l’immaginario occidentale. Ma difficilmente ne percepiamo l’aspetto più profondo: quel desiderio di essere altro e di travestirsi, in una cultura con molti vincoli sociali che limita l’individualità. Ma Shizuka non è una semplice gothic lolita: è un mistero che porta i libri di Dostoevskij nello zainetto e sembra un personaggio di Pirandello. La stessa scrittura di Sakuraba Kazuki è quindi un travestimento, un cosplayer di raffinata e perturbante fattura.

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