Quando il true crime lo scrivono le vittime: “Bright Young Women” di Jessica Knoll

SUL LIBRO

Un libro che smaschera la violenta società degli uomini e in cui le protagoniste ottengono verità e giustizia, conquistano la propria libertà e indipendenza: letteratura di genere di altissimo livello, stra-consigliato

Ubagu Press è un progetto editoriale nato quest’anno dalla collaborazione delle case editrici indipendenti 66thand2nd e Nottetempo per “esplorare gli ampi territori dei generi giallo, noir, thriller e true crime“, e tra i primi titoli pubblicati spicca “Bright Young Women” di Jessica Knoll (nella traduzione di Marina Calvaresi), una fiction true crime di rara potenza, che è stata per me una delle migliori letture dell’anno in assoluto.

“Bright Young Women” di Jessica Knoll: la trama in breve

Il romanzo attinge dalla vera storia del serial killer americano Ted Bundy e inizia dalla ricostruzione del suo ultimo crimine, l’uccisione di tre studentesse e il ferimento di altre due nel campus della Florida State University. In questa occasione viene visto da una testimone, che sarà fondamentale per la sua cattura e la sua condanna.

Proprio il personaggio ispirato a questa sopravvissuta – Pamela Schumacher nel libro – diventa uno dei due io narranti della storia, alternandosi a quello di Ruth, una vittima dell’uomo della quale, al momento della sua definitiva cattura, non era stato ritrovato il corpo. Ma è proprio la compagna di Ruth, Tina Cannon a coinvolgere Pamela in un’indagine che porterà alla luce le complicità esplicite ed implicite del sistema patriarcale con un predatore feroce e mediocre che non meritava l’aura mitologica che lo circondò allora come oggi. Per questo Jessica Knoll non nomina mai Ted Bundy (definito solo come l’imputato) per dare voce e riconoscimento alle giovani donne brillanti – bright young women che da comprimarie si trasformano in protagoniste del proprio destino e della propria narrazione.

Unendo in modo mirabile e sempre efficace verità storica e fiction, Jessica Knoll ha scritto un libro che ribalta completamente la logica per cui la storia della vita dei carnefici maschi oscura sempre quella delle vite che hanno distrutto. Un libro dalla straordinaria forza rivoluzionaria ed emancipatrice che vi consigliamo di leggere per almeno tre buoni motivi.

1. La violenta società degli uomini

Pamela non ha solo visto morire la sua migliore amica, ma è costretta a vederla stigmatizzata perché “donna facile” e che sceglieva “uomini sbagliati”. Ruth è stata in manicomio, perché ha divorziato e perché è lesbica. Pamela può andare a un’Università prestigiosa ma il suo ragazzo si aspetta che vada insieme a lui in una scuola peggiore.  Tina ha le prove che l’imputato, già condannato per rapimento e omicidio, è evaso due volte da una prigione di Stato per la superficialità di polizia e tribunali. Un giornalista ingannerà le due donne per fare fortuna raccontando la storia dell’imputato e non delle sue vittime.

In “Bright young women” non c’è istituzione – stato, famiglia, media, giustizia – che non voglia tenere le donne in uno stato di minorità anche a costo di far passare l’imputato perché in un ragazzo a modo e molto intelligente che purtroppo si sta rovinando. invece Jessica Knoll lo mostra per quello che è: un mediocre narcisista, che non merita nemmeno che il suo nome venga ricordato.

2. Una storia di emancipazione collettiva

La grande forza di questo romanzo è che tutte le protagoniste, anche chi muore, anche chi si porterà per sempre con sé un trauma atroce, si emancipano e si riscattano. Non solo ottengono verità e giustizia, ma conquistano la propria libertà e la propria indipendenza.

Le vicende di Pamela, Ruth e Tina sono un viaggio di emancipazione collettiva, dove la solidarietà tra donne supera ogni ostacolo per quanto doloroso possa essere il processo che porta a ridefinire e ad affermare la propria identità. Una storia che Jessica Knoll svolge dentro un true crime dal ritmo incalzante e dalla scrittura efficace e avvolgente, dove il messaggio è sempre espresso da racconto, senza fronzoli e retorica.

3. Letteratura di genere di altissimo livello

Qualcuno potrebbe dire che “Bright young women” sia un grande romanzo nonostante sia solo un true crime. In realtà Jessica Knoll ha scritto un grande romanzo proprio perché ha portato il true crime a un livello altissimo senza rinunciare a nulla di ciò che contraddistingue il genere. C’è suspense, tensione, velocità, approfondimento psicologico dei personaggi, precisa ricostruzione del periodo storico, abilità narrativa.

C’è, soprattutto, una scrittura onesta con il lettore, che lo rispetta, consapevole che non c’è niente di meglio di una storia ben raccontata per affermare idee e valori. Se questa sarà la qualità dei libri che Ubagu pubblicherà, dovremo essere grati ancora una volta all’editoria indipendente che crede nella buona letteratura di genere che, spesso, è la migliore letteratura che ci sia.

In breve:

 

 

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