“Le sette lune di Maali Almeida” di Shehan Karunatilaka: il capolavoro arriva dallo Sri Lanka

SUL LIBRO

Un uomo morto bloccato in un "limbo" ha 7 giorni per indagare sul suo stesso omicidio, insieme ad altri spiriti e demoni e con numerosi colpi di scena. Un folle luna park da cui usciamo con le vertigini, ma pieni di speranza e di voglia di fare un altro giro

Non sempre i romanzi che conquistano i grandi premi letterari si rivelano all’altezza delle aspettative dei lettori. Nel caso di “Le sette lune di Maali Almeida”, Booker Prize 2022, siamo invece di fronte a un capolavoro assoluto, a uno di quei libri che vorresti ricominciare a leggere appena hai finito. Il libro di Shehan Karunatilaka è stato pubblicato da Fazi questo giugno, nella splendida traduzione di Silvia Castoldi e nonostante le tematiche affrontate siano molto forti – la guerra vivile dello Sri Lanka alla fine degli anni ’80; l’intreccio ferale di politica postcoloniale, globalizzazione e razzismo in un paese al confine dei nuovi imperi asiatici; l’omosessualità- e lo stile personalissimo, è una storia avvincente e colorata destinata a diventare un classico.

La trama in breve

Il fotografo di guerra e giocatore d’azzardo Maali Almeida si ritrova nel mezzo, un luogo dove si ritrovano i morti prima di accedere alla Luce o imboccare uno dei tanti destini possibili. Ha sette lune per scoprire chi l’ha ucciso, provare a salvare dalla sua stessa sorte l’uomo che ama – DD – e la donna che viveva con loro due – Jaki – fingendosi la sua fidanzata, e per scoperchiare le nefandezze della politica dello Sri Lanka. Molto probabilmente Almeida è stato ucciso per aver scattato foto che non doveva scattare. Ma chi può essere stato? Le milizie governative non ufficiali, il pericoloso Ministro della Giustizia, le Tigri Tamil, i comunisti dello JVP, le spie americane, i mercanti d’armi israeliani? Muovendosi insieme a spiriti e demoni per le strade della città di Colombo, Almeida cerca di ricostruire le sue ultime ore e di far finire la scatola che contiene le sue fotografie più scottanti nelle mani giuste. In una sarabanda di incontri e colpi di scena reali e sovrannaturali, Almeida deve anche fare i conti con la sua coscienza, con le scelte fatte e quelle ancora da fare, perché “L’Aldilà, il Mezzo è arbitrario come Laggiù. E così inventiamo storie perché abbiamo paura del buio”.  

Tre buoni motivi per leggerlo

É davvero difficile scegliere sono tre buoni motivi per leggere “Le sette lune di Maali Almeida”, ma ci si può provare.

1Per questo romanzo sono stati scomodati i paragoni più ingombranti, da Raymond Chandler a Gogol’ a Gabriel Garcia Marquez. Il fatto è che Karunatilaka è una voce originalissima, che riesce a rendere ironica e spesso divertente la rappresentazione di una tragedia dolorosissima. Nelle sue 7 lune nell’aldilà il protagonista avrà la conferma di quello che ha fotografato per tutta la sua vita: l’uomo è la più feroce delle creature. Ma anche l’unica che può creare e fare del bene. In questo grande affresco sospeso tra il romanzo storico/civile e il romanzo fantastico, quella che emerge è la grande e sfolgorante varietà della vita. E delle storie.

2Maali Almeida è un cinico, un biscazziere, un amante molto poco fedele. Ha un passato intriso di dolore e la sua omosessualità lo rende ancora più marginale, più clandestino. Si muove tra le fazioni della guerra civile come in una spy story, ma rendendosi sempre più conto, pagina dopo pagina, dei valori che in fondo lo hanno sempre sorretto e che, forse, potranno salvare lui e i suoi affetti più cari. É un fotografo che cerca la giustizia nei negativi delle stragi e delle torture. Un personaggio indimenticabile, con cui vorremmo parlare se finissimo anche noi nel mezzo. Come è molto probabile.

3Colombo, capitale dello Sri Lanka, è la “bolla” in cui tutto si svolge. Una metropoli della nostra nuova modernità in cui tutto è labile, in decomposizione e allo stesso tempo bellissimo, come lo sono sempre le città per i suoi abitanti. Come nei libri di un altro grande scrittore asiatico – Mohsin Hamid – il fulcro del romanzo di Shehan Karunatilaka è l’amore, per la vita e per chi decidiamo di amare. Dal folle luna park della sua scrittura ne usciamo con le vertigini ma pieni di speranza e di voglia di fare un altro giro.

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