Tre buoni motivi per leggere “Il medico di corte” di Per Olov Enquist

3 out of 5 stars (3 / 5)
La storia forse poco nota del dramma di una ragazza costretta a sposare un re con problemi psichici nella Danimarca tentata dall’Illuminismo


Ho letto “Il medico di corte” di Per Olov Enquist (Iperborea, 2001) perché mi affascinano da sempre i romanzi storici, e perché ero rimasta colpita dal film “A Royal Affair”, tratto dal libro, con un bravissimo Mads Mikkelsen. E così, quando ho scoperto che dietro al film c’era il libro, non ho saputo resistere.

La trama, molto brevemente: è la vera storia – in forma romanzata – della principessa Carolina Matilde di Gran Bretagna, data in sposa a Cristiano VII di Danimarca, dal carattere schizofrenico e paranoico. La principessa, intelligente e acuta, sembra non trovare spazio nella rigida corte danese. Fino a quando non arriva Johann Struensee, giovane medico dalle idee illuministe, a curare il re.

Ecco tre buoni motivi per leggerlo:

1È ambientato nel XVIII secolo in una nazione spesso un po’ trascurata nei libri di storia, ovvero la Danimarca. E che succedeva in Danimarca nel ‘700? Quello che nei libri di storia spesso era riportato come: «e successe anche nel resto d’Europa». L’arrivo dell’Illuminismo, la speranza di una rivoluzione, una nuova epoca.

2 Il tema del sovrano-fantoccio, della persona debole e manovrabile al vertice, autoritaria solo in apparenza ma pronta ad essere influenzata da chi sta dietro le quinte, scatenando autentiche guerre di potere, è ancora molto attuale.

3 È anche, lo ammetto, una tenera e passionale storia d’amore imbevuta di Illuminismo, riforme e cultura. Di quelle storie realmente accadute, che parlano di persone che non intrecciano solo i cuori ma anche le idee e la mente, per cui mi piace anche di più.