“La piccola Battaglia portatile” di Paolo Nori: l’importanza di conservare i momenti più belli della vita

SUL LIBRO

Un ritratto tenero e divertente della bimba dello scrittore Paolo Nori in cui tutti ci possiamo ritrovare

Abbiamo già avuto modo di parlare di Paolo Nori, esperto in letteratura russa, traduttore dal russo, scrittore e blogger per “Il Post”: il suo stile è esilarante e colloquiale, una sorta di flusso di coscienza che a mio parere rende la lettura dei suoi libri estremamente godibile.

E così, all’ultimo Salone del Libro di Torino, quando ho visto lo stand del suo editore Marcos y Marcos sono andata dritta a vedere se ci fosse qualcuno dei suoi libri che mi ispirava: ho così trovato “La piccola Battaglia portatile”, edito nel 2015.

Andiamo dritti ai tre buoni motivi per leggerlo:

1. Sono tanti piccoli racconti teneri e divertenti

Non saprei come definire il libro: probabilmente il genere (o non-genere) che più gli si avvicina è il “non fiction”. Non è narrativa ma nemmeno un saggio. Sono brevissimi racconti autobiografici di poche righe l’uno – scritti con lo stile di Nori – in cui racconta aneddoti ed episodi dell’infanzia di quella sagoma di sua figlia (non mi viene in mente altro termine se non questo, usato in maniera affettuosa), soprannominata “la Battaglia”. È un bellissimo ritratto fatto da un papà innamorato della sua piccola in cui racconta tutte quelle piccole cose innocenti, divertenti ed esilaranti che fanno i bambini quando iniziano a scoprire il mondo.

2. Lo stile

C’è poco da fare, a me piace proprio tanto lo stile di Paolo Nori: è un flusso di coscienza divertente e semplice, capace di portarti da episodi esilaranti a riflessioni profonde per cui, leggendolo, ci si riesce a immedesimare bene. Ancor più in questo libro dove non importa se il lettore è padre oppure figlio (o entrambi): verranno sicuramente in mente aneddoti simili, che ci hanno fatto ridere e pensare che meno male che ci sono i bambini.

3. L’importanza di non perdersi niente

È uno degli insegnamenti più grandi di questo libro: Nori si annotava tutte le cose più divertenti che diceva o faceva sua figlia dai 5 ai 10 anni, e queste poi sono diventate un libro. Ma lo scopo non era necessariamente la pubblicazione: era fissarle e conservarle per sempre nei propri ricordi. Nori, da bravo scrittore, ammette di prendere sempre un sacco di appunti su quello che gli capita ed è una cosa bellissima che dovremmo fare tutti, indipendentemente dal nostro mestiere, per non perderci niente dei piccoli momenti preziosi che ci offre la vita, specie di quelli che ci fanno stare meglio.

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