“Bridgerton” (Netflix): la vita difficile degli sceneggiatori

Tempo di lettura: 2 minuti

Le serie tv che conquistano milioni di spettatori e spettatrici devono molta della loro fortuna al testo, all’intreccio, quindi il loro successo (o fallimento) è nelle mani dell’inventiva degli autori.

Gli spettatori, come i lettori, cercano il giusto equilibrio tra ripetizione e varietà, tra atteso e sorpresa. È anche per questo che spesso le storie sono basate su libri: se hai romanzi equilibrati, è più facile ottenere sceneggiature equilibrate.

Ma quando gli sceneggiatori perdono il controllo dell’equilibrio gli effetti possono sfiorare l’imbarazzante. È quello che succede nella prima stagione di ‘Bridgerton’, tratto ai libri di Julia Queen, protagonista dell’inizio anno di Netflix. Il problema principale è che il climax narrativo arriva alla quarta puntata di otto: come farà a reggere la seconda metà della serie? Va dato atto agli sceneggiatori di averci messo molta buona volontà, ed è facile pensare che ci abbiano rimesso molta salute nervosa, ma ecco tre perdite di controllo che speriamo di non ritrovare nelle successive stagioni.

1Protagonisti disfunzionali. Come faccio a creare equivoci in una storia d’amore quando l’intrigo è ormai risolto? Faccio sì che i due innamorati – Simon, Duca di Hastings e Daphne Bridgerton – ormai felicemente sposati, si rifiutino di comunicare al partner non i loro segreti più reconditi, ma i loro sentimenti più essenziali. I due non si capiscono perché non si parlano. Così, per farli litigare, gli sceneggiatori devono ricorrere alle combinazioni più strampalate, facendo con quello che trovano sul set: “Ho una testa di cervo, un ritratto vittoriano e un letto a baldacchino: crea una crisi coniugale usando solo questi elementi”. L’effetto, per lo spettatore, è semplice: non capiamo mai perché litighino, e alla fine non ce ne importa più nulla.

2Stereotipi disseminati a caso. È una serie, giusto? Una serie romantica. Una serie romantica in costume. Una serie romantica in costume ambientata nella nobiltà inglese. La gente si aspetta alcune cose, giusto? Bene: mettiamocele tutte, queste cose.

  • Lei e lui si mettono insieme per finta ma poi si innamorano davvero: messo.
  • Giovane nobildonna invidiosa minaccia il segreto della coppia ma rimane con un palmo di naso: messa.
  • Primogenito Bridgerton in conflitto tra rispetto del lignaggio e amore vero per donna socialmente reietta: messo.
  • Donna incinta del figlio della colpa prova a impalmare terzogenito Bridgerton: messo.
  • Cugina non proprio attraente della donna incinta, innamorata del terzogenito Bridgerton, fa in modo che la verità venga a galla: messa.
  • Sorella di Daphne Bridgerton che preferisce andare all’Università piuttosto che sposarsi: messa.
  • Regina d’Inghilterra manipolatrice ma dal cuore d’oro: messa.
  • Nobile biscazziere che mette nei guai esponente del proletariato: fatto.
  • Miglior amico del secondogenito della famiglia protagonista artista, libertino, omossessuale: messo.
    E così via.

Peccato che gli sceneggiatori sembrano come i concorrenti di Masterchef davanti alla Mistery Box: “Avete venti ingredienti e dovete usarli TUTTI. Avete 8 puntate per farlo”. La prova della Mistery Box è l’unica in cui i giudici non assaggiano i piatti ma si limitano a guardarli: ci sarà un motivo, no? In Bridgerton c’è tutto quello che vi aspettereste da lei ma… a caso.

3Soft porno. Il sesso è sempre insidioso, in qualunque serie, e va trattato con cautela. Ad un certo punto la frustrazione da stereotipi degli sceneggiatori di Bridgerton deve averli portati a impazzire: dalla quinta puntata si moltiplicano le scene soft core da vietato ai minori di 12 anni, con la probabile intenzione di dimostrare che anche nel XIX secolo non esisteva solo la posizione del missionario. Ma il vero protagonista diventa il lato b del Duca di Hastings, che viene inquadrato ogni dieci minuti anche nelle situazioni più improbabili: “Cosa ci mettiamo in questa scena? Il sedere di Simon!”. Succedeva così con il seno di Edwige Fenech nelle commedie erotiche italiane anni ’70. Noi sappiamo che Chris Van Dusen e il suo staff possono fare di meglio. Glielo e ce lo auguriamo.

Lunedì 27 maggio: presentazione...

Un altro appuntamento con i libri! Lunedì alle 18 a...

Perché “Mein Kampf –...

Come è possibile che un uomo, giorni fa, abbia...

Vi aspettiamo alla BookWeek...

Anche Tre Buoni Motivi per Leggere sarà presente alla...

“Poverina” di Chiara Galeazzi:...

Si può parlare in maniera brillante e ironica di...

Un capolavoro working class:...

Dello scrittore inglese Anthony Cartwright avevo già letto tutti...

I sentieri del caso...

Yoshida Atsushiro è uno scrittore nato nel 1962, molto...

Libri da leggere nel 2024: i nuovi “must have” per affrontare l’anno

Se vi sono piaciute le nostre guide con i libri che abbiamo più amato nell’arco del 2023 e la classifica delle recensioni più lette...

“Fuoco e sangue” e “House of the Dragon”: 8 grandi differenze tra libro e serie tv

Mai una gioia, per i fan del Trono di Spade: "Fuoco e sangue", il libro di George R. R. Martin dedicato alla storia della...

“Dieci cose che ho imparato”: il testamento di Piero Angela in 150 pagine

È difficile parlare di Piero Angela dopo che è stato scritto di tutto e di più. Dopo il dolore di aver perso una persona...

ANTEPRIMA | “Psicopompo” di Amélie Nothomb: lo stupro e le ali della scrittura che l’hanno salvata

Durante le nostre ultime vacanze in Francia non ho saputo resistere e ho comprato l'ultimo libro di Amélie Nothomb, "Psychopompe" (Albin Michel, 2023), non...

“Milena Sutter” di Graziano Cetara: il libro-inchiesta sul delitto che sconvolse l’italia

"Milena Sutter? Certo, mi ricordo il caso, quello del biondino della spider rossa!": così mi aveva risposto, qualche settimana fa, mio zio piemontese alla...

Un capolavoro working class: “Come ho ucciso Margaret Thatcher” di Anthony Cartwright

Dello scrittore inglese Anthony Cartwright avevo già letto tutti i libri pubblicati in italiano dalla casa editrice 66thand2nd, dallo splendido "Heartland", che considero uno...

Corea del Sud: l’ultimo libro di “The Passenger” per scoprire cosa c’è dietro il boom

Uno dei fenomeni del momento - come abbiamo già avuto modo di scrivere - sembra essere la Corea del Sud. L'onda coreana chiamata "Hallyu"...

“Le bambine non esistono” di Ukmina Manoori: l’Afghanistan e quelle bimbe vestite da maschi per sopravvivere

"Le bambine non esistono": parola di Ukmina Manoori, donna afghana che ha deciso di raccontare la sua storia molto particolare in un libro curato...

Gli uomini della bomba atomica e i loro demoni: “Manhattan Project” di Stefano Massini

Ha senso leggere i testi teatrali? In molti casi è un esercizio da studiosi e ricercatori, dal momento che sono scritti per essere recitati,...