Con “Il limite invisibile” (Giunti, 2023, nella efficace traduzione di Gala Maria Follaco), il giovane scrittore Haruka Tono si è aggiudicato nel 2020 il Premio Akutagawa, uno dei più importanti del Giappone. Un riconoscimento non banale per un’opera prima che supera diversi limiti invisibili proprio come il suo protagonista. Un libro imperdibile per chi ama il Giappone e per chi cerca una storia forte scritta con uno stile piano e diretto.
La trama, in breve
Yosuke sta preparando gli esami per diventare funzionario pubblico e intanto dà una mano ad allenare la squadra di rugby della sua università. É uno studente attento e un atleta maniacale che dedica molte energie alla cura del suo corpo. Ha anche successo con le donne e quando incontra Akari non esita a lasciare la sua fidanzata Maiko, che sta facendo i suoi primi passi per intraprendere una carriera politica. Akari dà a Yosuke soprattutto l’ebbrezza di un sesso libero, disinibito, sfrenato. Questa dimensione porta Yosuke in una dimensione inesplorata, dove i suoi limiti si incontrano e scontrano con quelli degli altri.
Giunti propone “Il limite invisibile” in un formato editoriale molto compatto che richiama un poco i manga ed è sicuramente un libro un può attirare per la sua brevità e per le tematiche richiamate, ma a noi ha colpito per altri tre buoni motivi.
1. Un conflitto esistenziale sotto pelle
Yosuke è l’uomo giapponese perfetto. Si è laureato, sta superando brillantemente gli esami per un lavoro importante (a differenza del suo amico Hiza, aspirante comico di poche prospettive), ha la stima del suo allenatore e sottopone le matricole della squadra di rugby ad allenamenti stremanti come se fossero samurai. Anche nel rapporto con Asaki è ossessionato dal rispetto: fanno sesso solo se e perché lei lo vuole. Dorme sempre bene, apparentemente senza pressioni. Ma, nel passaggio dalla vita da studente a quella adulta, le convenzioni sociali entrano in conflitto con le pulsioni individuali che non saranno più permesse. “Il limite invisibile” apre uno squarcio sulla e nella cultura giapponese del XXI Secolo e parla anche alla nostra, molto di più di quello che vorremmo credere.
2. Un universo femminile in subbuglio
I personaggi femminili sono la chiave di questo romanzo e attraverso di loro Haruka Tono riesce a emancipare le donne dal ruolo in cui la società vuole costringerle. Maiko è lasciata perché antepone la sua soggettività a quella di Yosuke e Asaki è idealizzata e oggettivata nello stesso tempo. Ma sono donne che non subiscono, che si affermano e con la loro libertà stabiliscono un confine che Yosuke non potrà oltrepassare se non perdendosi.
3. Una scrittura ribelle
I protagonisti non dialogano quasi mai: si scambiano dei monologhi. Sono destinati a diventare zombie, ma attraverso questo modo di farli parlare al lettore, Haruka Tono li muove contro il loro ambiente, dimostrando quanto la società in cui vivono li disumanizzi. La voce dell’autore emerge in modo potente attraverso il giudizio che le matricole di Yosuke danno della sua ossessione. É la capacità dei grandi scrittori: dire quello che hanno da dire attraverso il racconto. E quello che Haruka Tono ha da dire è che anche se siamo ingranaggi di un macchina spietata, possiamo scegliere di essere altro.



