Tre buoni motivi per leggere “Chiamami col tuo nome” di André Aciman

4.5 out of 5 stars (4,5 / 5) Appassionato e passionale romanzo della scoperta di sé attraverso un’esperienza estiva


Come sempre accade, mi ha incuriosito il successo del film “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino, e allora – anziché sulla trasposizione cinematografica – mi sono buttata sul romanzo di André Aciman (scrittore statunitense, professore universitario, definito grande esperto a livello accademico delle opere di Marcel Proust). Il libro è stato scritto nel 2007 e pubblicato da Guanda Editore. Ambientato nell’estate del 1987, racconta l’attrazione del giovane Elio per Oliver, ricercatore universitario ospitato dalla famiglia del primo nella sua casa delle vacanze.

Mi è piaciuto? Molto, ed ecco perché:

1 È appassionato e passionale, in alcuni tratti esplicitamente erotico ma, a mio parere, mai volgare. È un piacere leggere un libro che – anche senza sbattere in faccia dettagli alla “Cinquanta sfumaure” – riesce a trasmettere molto bene l’idea del desiderio struggente che lega i protagonisti, soprattutto Elio, che racconta in prima persona. L’attrazione nasce dai dettagli, dai particolari accennati ma non svelati.

2 È un romanzo che parla sì di un’esperienza estiva – la scoperta dell’attrazione tra Elio e Oliver – ma che scava anche nella profondità dell’animo di due ragazzi che si scoprono omosessuali: le paure, i fantasmi, la gioia dell’incontro, i rimpianti, la nostalgia, il timore, il non sapere come comportarsi, le parole che non escono mai dalla bocca al momento giusto per descrivere l’unicità e la forza di un rapporto impossibile da dimenticare. In questo senso, l’incontro tra Elio e Oliver rappresenta una netta linea di demarcazione: impossibile, per entrambi, tornare indietro.

3 Perché la scrittura è godibile, simpatica e ironica: l’autore è riuscito a rendere bene l’idea della narrazione di Elio, che è un ragazzino spensierato e scanzonato.

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