Tre buoni motivi per leggere “I grandi classici riveduti e scorretti”

4.5 out of 5 stars (4,5 / 5)

Amate i classici? Leggete questo libro. Non li amate? Leggetelo ugualmente (e forse soprattutto).


Ho visto “I grandi classici riveduti e scorretti” di Francesco Dominelli e Alessandro Locatelli (Longanesi, 2018) al Salone del Libro di Torino mentre stavo pensando di acquistare… un classico, appunto. Gli autori curano anche la pagina Facebook “Se i social network fossero sempre esistiti“, e vi consiglio di andarvela a vedere se volete capire lo stile degli autori di questa antologia semiseria (anzi, decisamente poco seria). E ora vi spiego perché ho fatto bene ad acquistare (anche) questo, che contiene 50 schede di famosissimi classici della letteratura mondiale, ovviamente rivisitati:

1 Perché è una sorta di “Bignami” comico che fa morire dal ridere, e ha il coraggio di dire quello che abbiamo sempre pensato tutti leggendo determinati classici, ma non abbiamo mai avuto il coraggio di dire (o di scrivere sul compito in classe). Chi era Alice di Lewis Carroll se non un’adolescente che si fa un tiro di canna di troppo e crede di essere San Francesco? E chi è Zeno – sì, proprio quello di Svevo – se non un Fantozzi degli anni ’20 che si rende conto di essere un disastro in tutto e decide che in fondo va bene così? Dante, poi, era chiaramente un poeta trecentesco che si è svegliato con i postumi della sbornia e ha iniziato a parlare con i morti credendo di essere all’inferno. E così via.

2 Perché in fondo alla descrizione di ogni classico c’è anche una scheda con la “colonna sonora” (inutile dire che le canzoni, azzeccatissime, sono già tutte nella mia playlist), con la “citazione improbabile” tutta da ridere, ma anche con una curiosità vera sul libro in questione: piccole chicche che forse non tutti conoscono.

3 Perché forse non ci crederete ma… questo libro mi ha fatto venir voglia di leggere (o rileggere) tantissimi classici! Davvero. Certo, con un’abbondante vena di umorismo che mi fa vedere le cose “leggermente” diverse (non riuscirò mai più a leggere “Il mago di Oz” senza pensare ai leoni da tastiera), ma male non fa: d’altronde, nella vita non bisogna mica prendersi troppo sul serio.

 

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