Sul libro

Pop e profondo: un libro scritto da trentenni che parla ai trentenni

Tre buoni motivi per leggere “Maimamma”, il libro de La Rappresentante di Lista

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Mentre balliamo ancora sulle note di “Ciao ciao”, il tormentone sanremese de La Rappresentante di Lista che parla della fine del mondo, ho letto “Maimamma” (Il Saggiatore, 2021) il romanzo di Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina, i due artisti del gruppo. È da leggere, anche se – ve lo dico subito – vi inquieterà soprattutto in questo periodo.

La trama in breve

Lavinia, a 30 anni, vive gli ultimi giorni della terra. È infatti iniziato un countdown, nel giro di un anno il pianeta, ormai collassato a causa della stupidità umana, rimarrà vuoto.

È in questo momento che Lavinia rimane incinta e si trova ad affrontare un’ulteriore fase della sua vita, forse l’ultima: diventare madre a un passo dalla fine del mondo.

Tre buoni motivi per leggerlo

1 Perché è un romanzo che parla di amore, di solitudine, di disperazione, di speranza, ma anche di ecologia, sesso, precarietà e di chi si ritrova comunque pronto a tutto anche a un soffio dalla fine. E lo fa con il linguaggio pop dei trentenni che caratterizza La Rappresentante di Lista, fresco, mai pesante ma coinvolgente e molto profondo. Molto bella anche la decisione di scrivere un romanzo vero e proprio, e non il ‘solito’ libro autobiografico dei cantanti. Insomma, un messaggio forte scritto da trentenni per la generazione dei trentenni.

2 Perché i due artisti hanno fatto un lavoro molto completo collegando più cose: il testo di “Ciao ciao” sembra la perfetta colonna sonora di “Maimamma”, che a sua volta è collegato all’album “My Mamma” (dove tra l’altro nella versione LP c’è un brano intitolato “Lavinia”). Insomma esiste un legame forte che fa quasi che il disco sia una sorta di ‘libretto’, un filo conduttore che porta la musica al libro e viceversa.

3 Perché colpisce molto – oggi più che mai – rivedersi nei personaggi e nelle situazioni descritte dal libro, in uno scenario mondiale che appare sempre più fragile da tutti i punti di vista. Il libro mi è piaciuto molto anche se, lo ammetto, in questo momento è un pugno nello stomaco. Ma d’altra parte, forse, se così non fosse, non scuoterebbe animi e coscienze.

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