Tre buoni motivi per leggere “Questa terra è la nostra terra” di Suketu Mehta

SUL LIBRO

Mehta ha lo stile coinvolgente del grande giornalista e la capacità di approfondimento di uno studioso, ma il suo è un libro di persone, di esperienze vissute e, soprattutto, da vivere

Suketu Mehta, pubblicato in Italia da Einaudi, arrivò in finale al premio Pulitzer con l’imponente “Maximum City. Bombay città degli eccessi”, un lungo, dettagliato e splendido reportage sulla sua città natale. Uno straordinario atto d’amore per la dimensione contradditoria di una megalopoli della globalizzazione. Con il successivo “La vita segreta delle città”, Mehta proponeva un’analisi acuta della dimensione migratoria contemporanea. Un percorso che trova conferma e culmine in “Questa terra è la nostra terra – Manifesto di un migrante”, dove la questione dei popoli che si muovono si presenta come quella centrale della nostra epoca.

Il libro, in breve

Mehta, nato in India, cresciuto a New York ed ora autentico esempio di quella che potremmo chiamare appartenenza multipla, prende di petto tutti gli stereotipi e le nevralgie del dibattito sulle migrazioni e le rende vive attraverso le storie dei migranti e dei paesi che li accolgono o, sempre più spesso, li respingono.

I titoli delle quattro parti del saggio dicono quasi tutto: Arrivano i migranti – Perchè arrivano – Perchè fanno paura – Perchè dovrebbero essere i benvenuti. Mehta ha lo stile coinvolgente del grande giornalista e la capacità di approfondimento di uno studioso, ma il suo è un libro di persone, di esperienze vissute e, soprattutto, da vivere. Si piange, si ride e ci si appassiona, con le tante persone che conoscerete leggendo.

Tre buoni motivi per leggere il libro

Ci sono almeno tre buoni motivi per leggere questo Manifesto di un migrante, subito:

1È un Manifesto, quindi è un libro militante. Un libro che sostiene una posizione. Ma non è un libro che può essere tacciato di buonismo. Perchè Mehta non nasconde i conflitti generati dalle migrazioni, ma si schiera: dalla parte di chi si muove e contro chi pensa di impedire alle persone di muoversi per cercare di migliorare la propria vita, soprattutto quando chi vuole impedirlo ha la responsabilità storica e attuale della colonizzazione, delle guerre, dello sfruttamento, del cambiamento climatico. Soprattutto perché impedirlo è impossibile.

2Mehta racconta tante storie dolorose, di quelli e quelle che chiama gli eroi di tutti i giorni. Ma racconta fatti di successo, che ci dicono come la cittadinanza sia molto più importante della nazionalità, della razza, dell’etnia. Mehta dice con chiarezza che l’aspirazione di un migrante non è assimilarsi, ma poter scegliere cosa fare della propria vita. Come possiamo fare noi… bianchi. Destinati ad essere una minoranza nel mondo, perchè chi emigra è giovane. Le storie di “Questa terra è la nostra terra” sono storie del futuro.

3Alla fine della lettura, Mehta ottiene quello che credo sia il suo obiettivo principale: metterci in discussione. La definizione dell’altro comporta sempre una definizione di noi stessi, ma senza l’altro noi non riusciremmo a definirci. L’autore ci dimostra che l’identità è sempre costruita, negoziabile e, soprattutto, mutevole. E’ una trama. Per questo la prosa di Mehta è senza confini di genere e si dimostra, insieme al romanziere Mohsin Hamid, uno dei migliori cantori del nostro tempo. Uno indiano e uno pakistano, entrambi americani, ma cosa importa: la loro terra è la nostra terra.

“Nulla da invidiare” di...

Mentre pensiamo ormai di sapere tutto di tutti, c'è...

“Merdoni” di Chiara Galeazzi:...

Ho letto d'un sorso "Merdoni" di Chiara Galeazzi (Blackie,...

Due libri per capire...

Con il finale della quinta stagione, si è conclusa...

“Manifesto pisolini” di Virginia...

Quando l’ho visto su uno stand del Book Pride...

Perché “Fra le righe”...

Abbiamo avuto il grande piacere di ospitare quest'estate alla...

Il true crime tra...

Ed eccoci giunti alla terza e (forse) ultima puntata...

Cosa leggere questo autunno: 8 libri da non perdere

Ahimè, l’estate se ne sta andando. Certo, qualcuno tirerà un sospiro di sollievo: finalmente è finita l’era del troppo caldo, delle temperature sopra la...

Libri da leggere nel 2026: i nuovi “must have” per affrontare l’anno

di Valentina Bocchino e Simone Farello Non poteva non tornare anche quest'anno la mitica classifica con i libri da leggere nel 2026 ormai alle porte:...

Metamorfosi giapponesi: “Donnole in soffitta” di Hiroko Oyamada

Il 20 settembre è uscito in Italia "Donnole in soffitta" di Hiroko Oyamada (nell'ottima traduzione di Gianluca Coci), terzo libro della scrittrice giapponese pubblicato...

Resistere a un mondo cannibale: “La vegetariana” di Han Kang

La sudcoreana Han Kang è un'indiscussa protagonista della letteratura contemporanea e molto del suo successo lo deve a "La vegetariana" (Adelphi, 2016 nella efficacissima...

“La figlia preferita” di Morgan Dick: due sorellastre, niente in comune, un percorso per salvarsi

Ho scoperto "La figlia preferita" di Morgan Dick (Fazi, 2026) nella libreria "All'Arco" di Reggio Emilia in cui i librai mettono sempre in evidenza...

Ecco i migliori 100 libri degli ultimi 25 anni secondo il New York Times

Un articolo senz'altro da non perdere per tutti i booklover è quello uscito sul New York Times che parla dei 100 migliori libri di...

“Diluvio” di Stephen Markley: il “Game of Thrones” ambientalista

Nel recensire l'imponente "Diluvio" di Stephen Markley (Einaudi, 2024, nella splendida traduzione di Manuela Francescon e Cristiana Mennella), la prima domanda che mi sono...

Destinazione Giappone: 6 libri che ci hanno fatto viaggiare prima del viaggio

Prossimamente Valentina ed io saliremo su un aereo che ci porterà a Tokyo per un viaggio in Giappone. É il nostro viaggio di nozze...

“Accabadora” di Michela Murgia, quando un romanzo breve vale più di tanti discorsi

Ho finalmente letto "Accabadora" di Michela Murgia, pubblicato nel 2009 per Einaudi, uno di quei romanzi che era da anni che mi proponevo di...
Mehta ha lo stile coinvolgente del grande giornalista e la capacità di approfondimento di uno studioso, ma il suo è un libro di persone, di esperienze vissute e, soprattutto, da vivereTre buoni motivi per leggere "Questa terra è la nostra terra" di Suketu Mehta