“Al mare non importa” di Manuel Bova: il riscatto (tragicomico) di una generazione disillusa

SUL LIBRO

Un libro capace di parlare con linguaggio semplice e ironico di una tematica profonda, dei problemi di una generazione, della scoperta di sé, della voglia di cambiare vita e uscire dal guscio. Anche a 38 anni. Vi pare poco? A me no

Gli amanti dei libri che frequentano i social avranno probabilmente sentito parlare dello scrittore genovese Manuel Bova (qui la mia intervista su GenovaToday), 80mila follower su Facebook e una storia al giorno da raccontare, fin dai tempi del lockdown, tra risate e riflessioni. Le sue caratteristiche sono un umorismo genuino, un ritmo veloce, tanti dialoghi: tra i suoi cavalli di battaglia, le tenere e comiche vicende dei suoi nonni che “si tirano le storie”, protagonisti già del suo primo libro “I miei nonni sono fidanzati”. Il successo sui social è cresciuto a ritmi vorticosi e ora eccolo qui, autore per Sperling & Kupfer, per cui nel 2023 ha scritto “Al mare non importa”.

A proposito: giovedì lo presenteremo a Genova!

GIOVEDI’ 13 GIUGNO – Manuel Bova presenta “Al mare non importa”

La trama in breve

Massimo ha 38 anni e non ha mai avuto grandi ambizioni: ha una laurea che non gli serve, un lavoro che non gli piace, la solita routine fatta di calcetto, Playstation, tortellini della mamma e una vita che gli scorre davanti. Dice che ha realizzato i suoi sogni, semplicemente perché non ne ha mai avuti. La sua esistenza è apatica e chiusa in una ristretta “confort zone” che gli fa credere che tutto sommato va bene così, finché un giorno l’incontro con una bella sconosciuta in una sala d’aspetto dà il via a una serie di eventi a catena, compresi diversi colpi di scena, che lo costringono a fare finalmente i conti con la sua vita. Compreso quello che finora ha sempre accettato senza avere il coraggio né la forza di reagire.

Tre buoni motivi per leggerlo

Ecco dunque tre buoni motivi per leggere questo libro che ho davvero “divorato”:

1“Al mare non importa” affronta con leggerezza e umorismo una tematica complessa: quella della generazione disillusa dei 35-40enni, eterni Peter Pan che faticano a trovare il loro posto nel mondo. A partire da quello del lavoro: poco qualificati, poi troppo, poi troppo inesperti e improvvisamente troppo vecchi, pur dotati di idee e di entusiasmo che hanno dovuto mettere da parte. A volte per fare spazio a un esercito di pensionati che continuano a lavorare con contratti di collaborazione, togliendo spazio a tutti gli altri. Uno spaesamento che si riflette anche sulla vita privata. C’è una possibilità di cambiare le cose?

2 Si ride, e molto, leggendo “Al mare non importa”. L’umorismo è uno dei cavalli di battaglia di Bova (leggere i suoi racconti social per credere) che ha la capacità di leggere il presente con ironia e sagacia, facendoci ritrovare anche nelle situazioni più assurde, a pensare: “Questa cosa l’ho vissuta anche io!”. Insomma, a leggerlo io mi sono divertita tanto.

3 Sono 224 pagine che scorrono velocissime tra un ritmo vivace e i lunghi dialoghi in stile botta-e-risposta: è un libro adatto veramente a tutti, ed è capace di parlare con linguaggio semplice e molto ironico di una tematica profonda, dei problemi di una generazione, della scoperta di sé, della voglia di cambiare vita e uscire dal guscio. Anche a 38 anni. Vi pare poco? A me no.

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