Tre buoni motivi per leggere “Notre-Dame de Paris” di Victor Hugo

5 out of 5 stars (5 / 5) Un capolavoro immortale


Sembra incredibile pensare che un capolavoro come “Notre-Dame de Paris”, da cui sono stati tratti film, musical, balletti e spettacoli di vario genere, sia stato pubblicato nel 1831 da un Victor Hugo appena 29enne.

La trama di “Notre-Dame de Paris” la conosciamo tutti: è una storia ambientata nella Parigi del 1482, che intreccia le vicende del campanaro gobbo Quasimodo, deforme ma buono, forse uno dei personaggi più belli della letteratura, della ballerina gitana Esmeralda, dell’affascinante capitano Febo di Chateaupers, del poeta Pierre Gringoire con la sua capretta, e del prete Frollo, che (scandalo!) si innamora della bella zingara, dannando la propria anima.

Ecco tre buoni motivi per leggerlo:

1 Nonostante alcuni fatti tragici che segnarono la sua vita (come la morte precoce di tre figli e l’internamento della quarta), Hugo seppe discostarsi dai toni malinconici – quando non decisamente tristi, tristissimi! – dei letterati del tempo. Semplicemente, accettò le esperienze che la vita gli proponeva, e nei suoi libri traspare comunque una certa fiducia nell’animo umano e nella semplicità di alcuni personaggi. Insomma, se volete leggere qualcosa di intenso, ok, triste, ma non tristissimo, Victor Hugo fa per voi.

2Hugo sceglie una narrazione fluida, perfettamente leggibile (anche se mi rendo conto che in questo caso una grande parte la giocano i traduttori). La descrizione accurata della Parigi e della sua società nel ‘400 lascia spazio a molti dialoghi vivaci, alleggerendo decisamente il testo. Insomma, un “mattone” a vedersi (svariate centinaia di pagine) ma non a leggersi.

3 Motivo “sentimentale”: perché dopo aver letto questo libro non vedrete mai più Parigi – città già molto romantica di suo – con gli stessi occhi.

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