Il giallo è probabilmente il genere letterario che ha avuto e ha la maggiore diffusione internazionale. Ogni Paese ha i suoi scrittori di noir, a dimostrazione di come la passione per gli enigmi e i misteri non abbia confini. Ma probabilmente questo succede anche perché il giallo è comunque uno sguardo sulla società e sui suoi aspetti meno gratificanti e più controversi.
Questo vale anche per la letteratura giapponese che, quando ha cominciato a confrontarsi con la letteratura occidentale, ai primi del ‘900, ha trovato nel giallo un mondo congeniale a molti scrittori e scrittrici, alcuni dei quali sono considerati oggi degli indiscussi maestri a livello mondiale, come Edogawa Ranpo (di cui i libri continuano a essere tradotti e ristampati da diverse case editrici, tra cui Atmosphere) o Seicho Mastumoto (la cui opera è in corso di ripubblicazione in Italia grazie ad Adelphi).
Negli ultimi anni, poi, sono subito arrivati in Occidente e in Italia dei libri che sono veri casi editoriali in Giappone e se dovete ancora scegliere il vostro giallo per l’estate, vi diamo tre consigli direttamente dal Sol Levante.
1. “Gli ultimi sei”, di Akinari Asakura

Appena pubblicato da Feltrinelli (nella traduzione di Federica Lippi), questo romanzo sta facendo molto parlare di sé. Non ci sono omicidi, ma ci sono vittime e un colpevole, che verrà individuato solo diversi colpi di scena, abilmente orchestrati. Non c’è un caso di natura poliziesco, ma c’è un’indagine, finalizzata a scoprire chi è che ha costruito l’elaborata trappola in cui sono caduti gli ultimi sei candidati a un prestigioso posto di lavoro nella azienda tecnologica più ambita del Giappone.
Il libro ricostruisce l’ultima fase della selezione a cui sono sottoposti i sei giovani protagonisti, in cui un team building finisce per diventare una mattanza psicologica dove vengono svelati segreti inconfessabili e ogni regola sociale viene abbattuta. “Gli ultimi sei” mostra la competizione esasperata che caratterizza la società giapponese, in uno squid game meno cruento ma altrettanto doloroso. La catarsi finale lascia poi spiazzati: in che senso, dipende dallo sguardo del lettore, che insieme alla soluzione finale
2. “Strane case” di Uketsu

A un anno dallo straordinario successo di “Strani disegni”, torna il misterioso Uketsu, lo scrittore mascherato, con “Strane Case (Einaudi, traduzione di Stefano Lo Cigno). Il dibattito su questo autore e i suoi libri è molto acceso, ma quel che è certo è che non c’è libreria in Giappone che non abbia al centro della sua esposizione i volumi di Uketsu, come abbiamo constatato nel nostro recente viaggio a Tokyo.
La struttura narrativa è ancora quella di supportare il testo con disegni e altri materiali, ingaggiando direttamente il lettore nella ricerca della soluzione. Anche in “Strane case”, poi, l’atmosfera è perturbante e dalle tonalità horror, sfruttando anche uno degli ambienti più cari agli amanti della suspense: l’appartamento che nasconde oscuri segreti, che una giovane coppia di Tokyo dovrà affrontare insieme a uno scrittore occultista e a un architetto. Una discesa nell’abisso, che di certo non lascerà indifferenti.
3. “Un bacio di fuoco”, di Togawa Masako

A dieci anni dalla sua scomparsa, continua la pubblicazione delle opere della grande scrittrice e maestra del giallo Togawa Masako, autrice tra gli altri di “Diario di un seduttore“. Quest’estate è la volta di “Un bacio di fuoco”, sempre grazie a Marsilio e alla preziosa traduzione di Antonietta Pastore. Al centro di questo romanzo è una delle più grandi paure del Giappone: gli incendi. Al fuoco sono infatti legati i tre protagonisti, che da bambini hanno visto morire tra le fiamme un pittore, nel loro ricordo a causa di una strana creatura simile a un pipistrello.
Ventisei anni dopo le notti di Tokyo sono devastate da una serie di terribili incendi, e i tre amici si re incontrano. Uno è un poliziotto, uno un vigile del fuoco e uno un assicuratore che colleziona fiammiferi e tutti sono legati da un’ossessione che affonda nel profondo di una memoria rimossa ma a cui ora, forse, potranno dare un senso. In pochi sanno raccontare il cuore oscuro del Giappone come Togawa Masako, e pensando a questa estate caldissima che ci sapetta, ci sono pochi gialli migliori con cui affrontarla.



