Misteri di settembre: quattro gialli per finire bene l’estate

“L’estate sta finendo”, recita uno dei tormentoni estivi di più grande e duraturo successo, e questa sarà la sensazione di molti noi, con gli ultimi giorni di ferie, le giornate che si accorciano e la prospettiva dei ritorno al lavoro e l’avvicinarsi del primo giorno di scuola.

In realtà l’autunno inizia tra quasi un mese e ci sono diversi modi per prolungare l’estate, come ad esempio leggere i gialli che proprio non siamo riusciti a portarci in spiaggia: la semplice arte del delitto, come la chiamava Raymond Chandler (uno che se ne intendeva), non va mai in vacanza e quindi vi proponiamo qualche titolo che pensiamo possa tingere di mistero il vostro settembre.

1. “Il crimine del buon nazista”, di Samir Machado de Machado (Sellerio, 2024) 

L’autore brasiliano Samir Machado de Machado ha scritto un breve (poco più di 100 pagine) e intenso giallo classico, con un delitto della camera chiusa e un’indagine che si conclude in un giorno. Un omaggio ad “Assassinio sull’Orient Express” che si svolge su un dirigibile che nel 1933 viaggia in direzione di Rio de Janeiro. A bordo ci sono un funzionario della Kriminalpolizei berlinese, Bruno Brückner, membro del partito nazista in viaggio per una vacanza, che prende in mano le indagini, Karl Vöegler, un medico nazista sostenitore dell’eugenetica, il dandy inglese William Hay inglese e la baronessa Van Hattem e il commerciante di caffè Otto Klein. Ma quest’ultimo è davvero chi dice di essere? Un dubbio che sembra diventare certezza quando viene ritrovato morto avvelenato nel bagno comune. Il comandante dello Zeppelin, un eroe della Prima guerra mondiale ostile ai nazisti, è costretto suo malgrado a chiedere aiuto a  Brückner, la cui indagine ci porterà nella Berlino di Weimar, quella dell’arte degenerata, della trasgressione e di un mondo omosessuale libero di esprimersi sino all’avvento del Reich.

“Il crimine del buon nazista” è condotto con maestria sino al brillantissimo finale, tenendo insieme il piacere dell’intreccio con un’analisi storica tutt’altro che banale e che ci costringe a guardare il nostro presente con inquietudine.

2. “La strada degli uomini perduti”, di Anna Katharine Green (ABEditore, 2023) 

Vi piacciono i classici? E allora è giunto il momento di riscoprire una pioniera del giallo. Anna Katherine Green è stata la prima autrice a far indagare una donna (Violet Strange, nel romanzo breve “Il dottore, sua moglie e l’orologio” pubblicato, esclusivamente su ebook, da Einaudi) e rappresenta un vero e proprio anello di congiunzione tra il gotico e il mistery. In “La strada degli uomini perduti” c’è un villaggio del Massachusetts che ricorda molto la vecchia Inghilterra e dove le persone spariscono. Negli ultimi cinque anni, passanti di ogni età, estrazione sociale e provenienza sono stati visti imboccare sempre la stessa strada, senza più riemergerne. Ad indagare sarà Amelia Butterworth, incallita nubile newyorkese, una detective dilettante che si trova sul luogo del mistero e non potrà far altro che risolverlo, tra fantasmi e i tanti segreti nascosti nelle case di una piccola comunità.

Un libro che ci riporta al giallo quando era un magnifico gioco di società, molto prima di Cluedo e della Signora Fletcher.

3. “Trudy”, di Massimo Carlotto (Einaudi, 2024)

Massimo Carlotto non è solo uno dei maestri indiscussi del giallo italiano contemporaneo, ma è un autore capace di analizzate chirurgicamente l’aspetto criminale endemico della società italiana. Così, dopo aver svelato tutti i lati oscuri della provincia veneta e della ferocia generata da un mondo contadino che si è arricchito troppo e troppo velocemente, con “Trudy” si trasferisce nel mondo di mezzo tra la piccola e media impresa toscana, dove i padroni cinesi e italiani pagano la vigilanza privata per picchiare i sindacalisti, e i fondi neri della politica della ruggente Lombardia, dove le informazioni valgono quanto i soldi per comprare il potere.

In un romanzo dal ritmo avvincente e dll linguaggio asciutto e vivissimo, un ex commissario di polizia passato a dirigere un’impresa di sicurezza e intelligence cerca di scoprire che fine ha fatto un noto commercialista di Lecco, sparito senza lasciare traccia.  Per farlo pedina e spia la moglie Ludovica, nome in codice “Trudy”. Ma anche l’organizzazione più perfetta deve fare i conti con criminali mediocri e agenti non certo professionali che innescano i meccanismi del caos in un campo di battaglia dove nessuno è innocente e nessuno è disponibile a mollare il colpo.

Con questa storia, che è anche uno spaccato su un mondo del lavoro dove divampano conflitti che i media non ci fanno quasi mai vedere, Carlotto porta il mistery nella cruda realtà, come Dashiell Hammett, rendendo un grande servizio alla letteratura e alla sua capacità di dire verità scomode

4. “Il misterioso caso degli angeli di Alperton”, di Janice Hallett (Einaudi, 2024) 

Anche io ho il mio giallo ancora da leggere a settembre, ed è il nuovo romanzo di Janice Hallett, che deliziò il pubblico l’estate scorsa con il suo magnifico esordio “L’assassino è tra le righe”. Quest’anno ritorna a sfidarci con una trama interamente costruita con i testi dei protagonisti – mail, lettere, messaggi –  che rende la lettura una vera e propria esperienza immersiva.

Ad indagare sulla vicenda di un ragazzo scampato al suicidio collettivo della setta degli Angeli di Alperton sono due giornalisti in gara per quello che sperano sarà lo scoop più importante della loro vita. L’enigma de “L’assassino è tra le righe” ero riuscito a risolverlo solo in parte: questa volta riuscirò a fare meglio?

Chi leggerà, vedrà. Buon settembre in giallo.

 

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