Tre buoni motivi per leggere “Tanti piccoli fuochi” di Celeste Ng

5 out of 5 stars (5 / 5)

Un libro prezioso, che ti fa riflettere ma non giudica


Ho letto tutto d’un fiato – approfittando anche di qualche weekend di maltempo – “Tanti piccoli fuochi” di Celeste Ng (scritto nel 2017, edito in Italia da Bollati Boringhieri). Una delle particolarità che mi sono subito saltate all’occhio è che l’autrice – molto apprezzata dalla critica d’oltre oceano – è cresciuta nel luogo in cui è ambientato il suo libro, una piccola cittadina, Shaker Heights, Ohio. E dunque mi ha incuriosita molto, ho cercato di pensare a come avrei potuto descrivere io il piccolo posto in cui sono cresciuta e vivo, con le sue bellezze, i suoi mille personaggi e le sue contraddizioni.

La trama in breve: Shaker Heights è popolata da una maggioranza di benintenzionati democratici e abbienti, e per loro le regole da seguire in maniera ferrea sono il fondamento per una società sana. Le carte vengono scompigliate dall’arrivo di Mia (e di sua figlia Pearl), libera, inquieta, ribelle, e con un segreto. Poi succede che una famiglia del posto cerchi di adottare una bimba cinese, ma la madre biologica, che inizialmente l’aveva abbandonata, la rivorrebbe indietro. A difesa di chi si schiererà la popolazione di Shaker Heights? E Mia? Una serie di accadimenti accenderà metaforicamente tanti piccoli fuochi che sconvolgeranno questa cittadina all’apparenza tranquilla e “perfetta”.

Ed ecco perché leggere questo bellissimo libro:

1 Perché è un libro che non pretende di dare risposte e soprattutto non giudica, ma fa sì che i lettori si interroghino, questo sì. Il dilemma della bambina in adozione è delicato, e l’autrice è molto brava a illustrare entrambi i punti di vista senza mai far sì che il lettore prenda una parte o l’altra. Nell’intento forse di far scoprire che la verità non è mai solo da una parte o dall’altra.

2 Svela comunque l’ipocrisia di una società fondata sul ferreo rispetto di regole, credendo che la felicità si possa trovare lungo binari prestabiliti. Le tematiche affrontate in generale sono di grandissima attualità e dunque per me molto interessanti: immigrazione, povertà, razza, adozioni, e diffusa ipocrisia, non solo istituzionale.

3 I temi affrontati sono molteplici e complessi, eppure il libro è estremamente leggibile. Alcuni critici hanno paragonato addirittura lo stile fluido di Celeste Ng a quello di Elena Ferrante. Ho letto vari libri della Ferrante tutti raccontati in prima persona, dunque posso dire che la scrittura della Ferrante per quanto mi riguarda è più riflessiva e introspettiva, mentre quella di Celeste Ng è più a tutto campo essendo in terza persona, e svelando cose che il lettore non può vedere. Ma questo sì, esattamente come i libri della Ferrante, “Tanti piccoli fuochi” l’ho divorato e ne ho apprezzato la semplicità dello stile.

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