Libri da leggere nel 2024: i nuovi “must have” per affrontare l’anno

Tempo di lettura: 12 minuti

Se vi sono piaciute le nostre guide con i libri che abbiamo più amato nell’arco del 2023 e la classifica delle recensioni più lette dell’anno, eccoci qui alla classifica dei libri da leggere nel 2024.

Qui troverete i libri che ci ispirano di più per l’anno nuovo, quelli che abbiamo appena acquistato (molti freschi di stampa alla fiera “Più libri più liberi” di Roma), quelli che abbiamo trovato sotto l’albero di Natale o che vorremmo vedere nella calza della Befana.

Ancora una volta, non è stato facile condensare tutte le nostre idee in soli 20 titoli, anche perché – come abbiamo avuto modo di verificare nell’arco del 2023 – il nostro “fiuto” poi viene guidato a seconda del momento, dell’ispirazione e di tanti altri fattori.

E poi è una bugia: non abbiamo solo 10 libri a testa da leggere: la lista è molto, molto più lunga! Si potrebbe dire che questo è solo l’antipasto.

Dunque non è detto che i buoni propositi verranno rispettati alla lettera. Sicuramente questi libri arricchiranno la nostra libreria, ma siamo certi che nel corso dell’anno verranno affiancati da tanti altri!

Ogni libro è seguito dalla descrizione sulla quarta di copertina, ecco le due classifiche con i consigli che rispecchiano i rispettivi gusti.

Lista di Valentina

1 “Il Giappone a colori” di Laura Imai Messina (Einaudi, 2023)

Di che colore è la vaghezza? E qual è la differenza tra il grigio sopra le nubi e il grigio lama smussata? Quanto è buio il nero cecità? L’indaco di montagna, il marrone vento d’inverno, il bianco cielo con luna: tutto in Giappone ha un suo colore, perché col colore si può dire ogni cosa. Laura Imai Messina racconta il Giappone in un modo unico ed emozionante: attraverso i suoi colori. In un caleidoscopio di storie, leggende, tradizioni, e con le splendide illustrazioni di Barbara Baldi, Il Giappone a colori ha la forza gentile e dirompente dei viaggi che ci cambiano lo sguardo. «Cade la pioggia, sulla riva rocciosa di Jogashima | cade una pioggia color Rikyu», scrive il poeta Hakushu Kitahara: ma Sen no Rikyu è un antico maestro della cerimonia del tè vissuto molti secoli prima, come può una persona indicare una precisa sfumatura del grigio? E perché a un certo punto alcuni colori divennero «colori proibiti» appannaggio esclusivo della corte imperiale e come reagí la popolazione a quel «furto»? O ancora: quante sfumature di un sentimento si possono comunicare attraverso la semplice scelta del colore della carta di un messaggio d’amore? Fra i tanti segreti che il Giappone tuttora conserva allo sguardo occidentale, c’è il suo straordinario rapporto con i colori. Color piume bagnate di corvo, color piume nere di gru, campo arido, cielo illuminato dalla luna, lama smussata: i nomi dei colori tradizionali del Giappone sono già un assaggio di poesia. Ma quando scopriamo le storie, le tradizioni o le leggende che si nascondono dietro questi nomi, la meraviglia si moltiplica.

2 “Tanta fatica per nulla – La regola della precarietà” di Edi Lazzi (GruppoAbele, 2023)

Una ricognizione sul lavoro precario nel nostro Paese. Testimonianze di lavoratrici e lavoratori che – malgrado contratti stabili – rimangono senza diritti, senza tutele e a volte senza reddito.

«Appena ho compiuto 18 anni, finalmente sono stata assunta con contratto a termine in un’azienda che gestiva le mense scolastiche. Dopo qualche mese sono rimasta incinta e non mi hanno più rinnovato il contratto» (Roberta, Lombardia).
«Lavoretti su lavoretti. Di tutto un po’. Baby sitter, cameriera, pulizie, rappresentante di prodotti. Praticamente tutto in nero» (Loredana, Lazio).
«C’erano delle condizioni precise al colloquio, e io le ho accettate tutte. La cosa principale per me è il punteggio che accumulo con l’insegnamento. Io risulto assunta regolarmente dalla scuola, ma le condizioni sono che io lo stipendio non lo prendo» (Lina, Campania).

Tredici testimonianze, esemplari di un’intera generazione, di giovani intrappolati loro malgrado in questa devastante condizione di precariato di vita e di lavoro. Ma come siamo arrivati a tutto questo? Come abbiamo potuto permetterlo? Edi Lazzi – che da sindacalista questi giovani li ha ascoltati e intervistati – rivolgendosi direttamente a loro analizza le cause, ma soprattutto prova a indicare una via d’uscita. Perché cambiare è possibile, sempre.

3 “Chouquette” di Émilie Frèche (LiberAria, 2022)

Catherine ha sessantaquattro anni, un bell’aspetto e molta voglia di godersi la vita, ma ha anche un ex marito che l’ha sempre tradita e di cui aspetta ancora il ritorno, una figlia in missione umanitaria in Africa e un nipote, Lucas, a cui non ha nessuna intenzione di fare da nonna, tanto da farsi chiamare da lui con il soprannome di gioventù: Chouquette.
Quando però Lucas prende la varicella e viene allontanato dal campo estivo in cui i suoi genitori lo hanno lasciato prima di partire, Chouquette è costretta a portarlo con sé a Saint Tropez e reinventarsi nonna per scoprire, insieme a lui, l’importanza degli affetti e di ciò che tramandiamo.

Émilie Frèche ci trascina per tre giorni in una Saint Tropez scintillante nonostante la grave crisi economica sullo sfondo, tra party della Durex e feste in yacht, tratteggiando con grazia e ironia un personaggio irresistibile, quello di una nonna sull’orlo di una crisi di nervi che finirà per ritrovare sé stessa nei piccoli, preziosi gesti quotidiani e nell’amore di Lucas.

4 “Scrivere per informare” di Cristina Maccarrone (Flacowski, seconda ristampa 2023)

Manuale tecnico sulla scrittura online per giornalisti e blogger scritto da giornalisti e blogger: Cristina Maccarrone (giornalista in Forbes.it, Vanity Fair, Yahoo! Finanza, Osservatorio Diritti) e Riccardo Esposito (esperto di blogging).

I due libri (in uno) hanno la stessa identica (o quasi) struttura di indice, ma vengono sviluppati in modo completamente diverso: da una parte il blogger elargisce consigli tecnici per giornalisti, dall’altra parte la giornalista dispensa i suoi consigli del mestiere rivolgendosi ai blogger. In molti casi le tecniche di gestione dei contenuti online sono molto simili. Cambia il metodo ma l’obiettivo è lo stesso: scrivere per informare.

5 “Grown ups” di Marian Keyes (Francesco Brioschi editore, 2023)

“Grown ups” racconta la storia di una famiglia all’apparenza perfetta. O meglio, di una famiglia molto brava a salvare le apparenze. Ma a quale prezzo? I fratelli Casey – Johnny, Ed e Liam – si trovano, insieme a mogli e figli, al consueto party di famiglia. Tutto procede come da copione finché una delle tre cognate, disinibita da una commozione cerebrale, inizia a parlare senza freni, dissotterrando segreti a lungo sepolti. Da lì, procedendo a ritroso in un moltiplicarsi di punti di vista e cambi di scena, affiorano i conflitti interiori, le contraddizioni, le zone d’ombra di ciascun personaggio. E s’impone una domanda su tutte: non sarà ora di diventare grandi? Un romanzo ironico, dal ritmo incalzante, che si accosta alle problematiche dell’età adulta con una punta di amarezza e molta empatia, perché, più difficile ancora che essere adulti, è non crescere mai davvero.

6 “Akira Toriyama” di Domenico Ascione (Marotta&Cafiero, 2024)

Fare il grafico pubblicitario per uno che sogna di fare manga è davvero una rottura di coglioni esagerata. E se il tuo capo non lascia sfogo alla tua creatività le cose si complicano tremendamente. Questa è la storia di Akira Toriyama che manda a quel paese il posto fisso per inseguire il sogno di diventare un mangaka. C’è solo un piccolo problema, sono gli anni Ottanta e tutti vogliono sti cazzi di robot e Akira i robot non li sa proprio disegnare. Lui è un tipo da Walt Disney, un tipo da occhioni giganti occidentali. Allora come si fa a non soccombere? Si inventa una bambina robot, un’androide, ferraglia con le sembianze di un umano, nasce così Arale. È solo l’inizio, il primo passo verso un successo planetario chiamato Dragonball.

7 “Il tempo” di Rudiger Safranski (Keller, 2021)

Nonostante tutti gli orologi che ci danno l’illusione di una sua misurazione oggettiva, il tempo è qualcosa di molto diverso nella nostra esperienza personale: rigorosamente strutturato nella musica, illimitato e piacevole quando siamo nel cosiddetto “tempo libero”. Quando siamo annoiati o preoccupati, il tempo sembra lentissimo; quando siamo rapiti nella contemplazione, assorbiti da un compito, persi nell’amore o liberi di giocare, sembra che voli o si fermi.
Ancora diversa è la nostra percezione del tempo quando lo si collega al vortice delle interazioni sociali, al mondo in continua accelerazione degli affari e dei media, quando leggiamo un libro o quando possiamo comunicare o diffondere un messaggio in ogni continente. Poi all’improvviso arriva un giorno in cui il trascorrere del tempo è l’unico nostro pensiero…
Rüdiger Safranski ci conduce con competenza e maestria nei mille volti del tempo muovendosi tra pensatori, filosofi, scienziati, scrittori e fornendo spunti e riflessioni per trattare con cura questa merce preziosissima.

Rüdiger Safranski è uno dei più importanti e premiati saggisti, filosofi e intellettuali tedeschi. ​Tra le sue opere si ricordano biografie divenute di riferimento su Goethe, Schiller, E.T.A. Hoffmann, Schopenhauer, Nietzsche, Heidegger e Hölderlin, così come opere tematiche sul Romanticismo, il male e la verità. Per la sua attività ha ottenuto svariati premi.

8 “Poverina” di Chiara Galeazzi (Blackie, 2023)

Vi è mai capitato, mentre siete comodamente seduti sul divano di casa, di non sentire più metà del vostro corpo, e finire ricoverati d’urgenza per un’emorragia cerebrale? No? A Chiara Galeazzi sì. A 34 anni.

Questo libro è il racconto – pieno di umorismo, emozione e senza alcuna retorica, né «guerriere» o «eroine» – di quello che è successo dopo. La diagnosi inaspettata, la paura che la vita sia cambiata per sempre, le strane rassicurazioni dei medici («che fortuna avere un ictus da giovani!»), i No Vax che le augurano la morte, i racconti surreali della fauna ospedaliera.

E ancora la ricerca di una causa che non si trova, la lunga riabilitazione, la noia e le ciabatte ortopediche. Il tutto sotto lo sguardo compassionevole e allo stesso tempo mortificante delle altre persone, che pensano e dicono all’unisono: «Poverina».

9 “L’imprevedibile viaggio di Coyote Sunrise” di Da Gemeinhart (Giralangolo, 2022)

Coyote Sunrise ha 12 anni e da cinque vive su Yager, un vecchio scuolabus convertito in una “casa su ruote”. Insieme a Rodeo (guai a chiamarlo papà) e ad alcuni stravaganti personaggi a cui offrono passaggi e ospitalità, Coyote percorre gli Stati Uniti in lungo e in largo senza mai fermarsi. Quello che fa con Rodeo, però, non è davvero viaggiare, ma fuggire dal passato e dai ricordi che hanno segnato la loro famiglia. Un giorno riceve la notizia che il parco giochi della città in cui è cresciuta sta per essere abbattuto. Quel luogo custodisce memorie speciali ed è troppo importante per Coyote, che vuole assolutamente impedire che lo radano al suolo. Ma è un’impresa disperata! Rodeo non accetterà mai di tornare laggiù, e come se non bastasse il tempo stringe: hanno solo quattro giorni per attraversare il paese da una costa all’altra. Con una scusa, Coyote dà così inizio a un’avventura piena di sole e di divertenti imprevisti, cambi di rotta, nuove amicizie e segreti urlati al vento dal tetto di Yager. Un viaggio davvero imprevedibile, grazie al quale Coyote e Rodeo scopriranno che il modo migliore per affrontare il passato è condividere, senza riserve, il presente.

10 “L’improbabile fuga di Uriah Heep” di H. G. Parry (Mondadori, 2022)

Per tutta la vita Charley ha tenuto nascosta un’insolita abilità che sa controllare solo in parte: quella di evocare i personaggi dei libri nella vita reale.

Il fratello maggiore Rob – un giovane avvocato con una casa normale, una fidanzata normale e una vita ancora più normale – spera che, col tempo, quel bizzarro segreto di famiglia svanirà, così da non dover più proteggere Charley e il mondo reale l’uno dall’altro.

Ma un giorno i personaggi dei romanzi iniziano a combinare disastri in città, minacciando addirittura di distruggere il mondo… e questa volta Charley non c’entra.

Qualcun altro, là fuori, ha il suo stesso “dono”. Toccherà a Charley e a Rob sventare i suoi piani. Possibilmente prima che venga scritta la parola Fine.

Lista di Simone

1 “La crociera” di Lara Williams (Blackie, 2023)

Ingrid lavora su una gigantesca nave da crociera, dove trascorre le giornate organizzando la merce del negozio di souvenir. Nei momenti liberi sbarca dalla nave e si perde nei bar locali, tra alcol, incontri ambigui e situazioni al limite del pericolo. Non è una brutta vita. Soprattutto, la distrae dal pensare a un’altra esistenza, quella che si è lasciata alle spalle cinque anni prima. Ma un giorno Ingrid viene selezionata per il misterioso programma di mentoring dei dipendenti – un’iniziativa gestita da Keith, carismatico capitano della nave e autoproclamato guru di lifestyle. Nel suo percorso, Keith la porterà verso atti estremi che lei non avrebbe mai creduto possibili. Così Ingrid dovrà chiedersi: c’è un limite oltre il quale è meglio non spingersi? Originale, malizioso e stimolante, “La crociera” è una spietata satira delle nostre ansiose ricerche di qualcosa in cui credere e di qualcuno da compiacere. Ma è anche un viaggio, un’odissea personale che porterà Ingrid, questa improbabile eroina, verso un esito tutt’altro che scontato.

2 “L’origine delle specie” di Kim Bo-Young (Add, 2023)

A cavallo tra fantascienza, fantasia e mito, gli scritti della pluripremiata autrice Kim Bo-young hanno avuto un grande seguito in Corea del Sud, dove è ampiamente riconosciuta come pioniera e fonte d’ispirazione.

L’origine delle specie raccoglie alcune delle sue storie più acclamate, oltre a un saggio sulla fantascienza. Sorprendentemente originale e stimolante, il suo lavoro è popolato da esseri umani e non umani, che cercano di sopravvivere alle minacce poste dall’evoluzione, siano esse biologiche, tecnologiche o sociali. Le sue storie raccontano di fisica quantistica e viaggi nel tempo, di un futuro dominato da giochi in realtà virtuale, o ancora di metamorfosi degli esseri umani, e della ricerca di una vita organica in un mondo popolato da robot. La letteratura di Kim offre alcune delle riflessioni più rigorose e toccanti sull’esistenza postumana.

3 “Catene di gloria” di Nana Kwame Adjei-Brenyah (Sur, 2023)

Un romanzo figlio del postmodernismo, della tradizione afroamericana, della cultura dei videogiochi, della televisione sportiva; ma soprattutto intriso di quel sentimento di protesta radicale e immaginifico che ha animato la migliore controcultura americana.

In una surreale versione degli Stati Uniti del prossimo futuro dove il sistema carcerario è totalmente privatizzato, «Catene di gloria» è un format televisivo di enorme successo: i detenuti e le detenute, invece di scontare la pena, possono decidere di sfidarsi a morte in un grande torneo di gladiatori (con annesso reality show), guadagnandosi duello dopo duello la libertà. Nessuno è mai arrivato al traguardo, ma Loretta Thurwar, guerriera formidabile e superstar del programma, è a un passo dal riuscirci. Solo che, per lei e per la donna che ama – un’altra sanguinaria gladiatrice – di colpo le regole del gioco stanno per cambiare… «Catene di gloria» si legge al tempo stesso come uno scatenato romanzo d’azione pieno di personaggi memorabili, e come una denuncia politica contro l’industria carceraria e quella dell’entertainment.

4 “Vagamondi” di Hao Jingfang (Mondadori, 2023)

Vagamondi è un romanzo di fantascienza che travalica i confini del genere: sulla scia del Problema dei tre corpi di Liu Cixin, l’autrice ha dato vita a una storia di intrighi politici e dissenso che parla a quella generazione di lettori che si sentono perennemente esuli.

XXII Secolo. Al termine di un lungo conflitto le colonie marziane si separano dalla Terra, dando inizio a una nuova guerra fredda, con una cortina di ferro interplanetaria. Decenni dopo una delegazione di giovani marziani, tra cui Luoying, la nipote del governatore di Marte, viene inviata a vivere sulla Terra, nella speranza di ricostruire un dialogo. Cinque anni più tardi Luoying e gli altri delegati tornano a casa, ma sentono di non appartenere più né al loro pianeta né alla Terra. Mentre la prospettiva di un conflitto spaziale diventa ogni giorno più realistica, Luoying tenta di comprendere il progetto di suo nonno per Marte e quale ruolo avrà lei stessa nel futuro che vede dispiegarsi davanti a sé.

5 “Segreti e lacune” di Benedetta Tobagi (Einaudi, 2023)

Segreti e lacune, valendosi di documentazione d’intelligence declassificata in larga parte inedita, indaga i conflitti tra magistratura, servizi segreti e potere esecutivo nel corso dei processi per le grandi stragi terroristiche (1969-80), nel periodo compreso tra la riforma dei servizi segreti del 1977 e la metà degli anni Novanta, quando cioè l’Italia riemerge dal terremoto politico della fine della Guerra fredda. A partire da qui affronta temi più ampi, quali l’annoso problema di come esercitare un controllo democratico effettivo sull’attività dei servizi e insieme le possibilità e i limiti della ricostruzione storica di vicende dell’Italia repubblicana in cui la dimensione politica si intreccia a quella criminale: ovvero come affrontare con metodo rigoroso anche gli aspetti indicibili e la dimensione occulta della politica.

In Italia i processi per le grandi stragi terroristiche, durati decenni e terminati spesso con assoluzioni generalizzate, costituiscono un terreno d’indagine perfetto per analizzare la conflittualità permanente tra magistratura e servizi segreti. In ciascuno di essi si manifestano infatti lentezze, gravi distorsioni e depistaggi veri e propri, messi in atto dagli organismi d’intelligence e da altre forze di sicurezza, operanti a servizio dell’esecutivo. Con la legge di riforma dei servizi del 1977 (varata proprio sull’onda degli scandali connessi alle stragi), che introduce per la prima volta un controllo politico e parlamentare sull’intelligence e insieme revisiona la disciplina del segreto di Stato, cresce l’attenzione pubblica, e insieme l’ipocrisia istituzionale, su questi temi. Il focus sugli anni Ottanta di questo libro consente di osservare nella pratica i limiti di questa pur importante e per molti versi innovativa legge di riforma, che aveva suscitato grandi speranze ben presto dissipate dallo scandalo P2. Nonostante la fine della Guerra fredda, con il corollario della «doppia lealtà» delle forze di sicurezza, depistaggi e degenerazioni nel funzionamento dell’intelligence continuano a riproporsi. Segreti e lacune, prendendo in esame le mentalità, i motivi e i meccanismi che ostano alla trasparenza, nonché la fisiologia e patologia dei rapporti tra intelligence e potere politico, delinea le radici di questa continuità dai risvolti drammatici.

6 “Demon Copperhead” di Barbara Kingsolver (Neri Pozza, 2023)

Questa è la storia di un ragazzo che tutti chiamano Demon Copperhead, un eroe dei nostri tempi. Un ragazzo che può contare solo sulla bella faccia ereditata da suo padre, una criniera di capelli color rame, lo spirito aguzzo e il vizio di sopravvivere. Il suo esordio nell’universo – mamma di diciott’anni che partorisce sola con una bottiglia di gin, anfetamine e oppioidi –, in una casa mobile sperduta negli Appalachi meridionali, dà il la a ciò che verrà dopo. Demon inizia la sua corsa a perdifiato attraverso la vita, sfreccia per le selve oscure dell’affido, del lavoro minorile, delle scuole fatiscenti, fino al sogno, e poi all’ebbrezza del successo atletico, con la conseguente caduta nella dipendenza. Nel mentre, si ossessiona con gli eroi della Marvel, si disegna i suoi fumetti riempiendoli di cattivi veri, si inerpica per le vette vertiginose del grande amore e sprofonda nel dolore straziante della perdita. Attraverso tutto questo, Demon deve combattere, armato del suo caustico umorismo e poco altro, contro la propria invisibilità in un mondo dove persino i suoi amati supereroi hanno abbandonato le terre selvagge per la città. La sua voce è quella di una generazione di ragazzi perduti, nati in posti splendidi e maledetti che neanche per un istante concepiscono di abbandonare. Ma Demon è un combattente, un sopravvissuto, come era un sopravvissuto David Copperfield nella sua disgraziata Londra.

7 “Il sicario che non voleva uccidere” di Isaka Kotaro (Einaudi, 2023)

Tra goffi tentativi di non essere scoperto dalla famiglia, incombenze domestiche ed estenuanti missioni omicide ogni volta più pericolose, Kabuto dovrà trovare a tutti i costi il modo di abbandonare la scena criminale.

Kabuto, uno dei sicari più letali di Tokyo, è a un passo dall’andare in pensione. Ma prima di ritirarsi, dovrà vedersela con una moglie irascibile, un agente doppiogiochista e una pletora di crudeli assassini affiliati a pericolosissime gang giapponesi. Dopo I sette killer dello Shinkansen, diventato un film con Brad Pitt, e La vendetta del professor Suzuki, l’ultimo capitolo della leggendaria trilogia dei killer. Kabuto è un assassino di professione che vorrebbe soltanto smettere di vivere una doppia esistenza e dedicarsi pienamente alla moglie e al figlio, a cui da anni nasconde la sua vera identità fingendosi un venditore di articoli di cancelleria. A mettergli i bastoni tra le ruote però è il suo medico personale, che lavora per lui come intermediario e per nulla al mondo rinuncerebbe ai guadagni che Kabuto gli procura.

8 “Figlia di una vestaglia blu” di Simona Baldanzi (Alegre, 2019)

Simona è figlia di operai. Vive nel Mugello, dove la fabbrica di jeans Rifle è quel che la Fiat era a Torino. Mentre il padre lavora in magazzino, la madre, in catena con le sue compagne di lavoro in vestaglia blu, cuce migliaia di passanti per i jeans. Vestaglie color blu come il cielo su cui si stagliano ogni sabato, giorno di riposo, stese fuori dai balconi ad asciugare. Simona è figlia di operai. Di quella generazione operaia che stringendo la cinghia e allargando col conflitto sociale l’orizzonte dei diritti è riuscita a far studiare i propri figli all’università. Si laurea con una tesi sui minatori per lo più calabresi che forano le montagne del Mugello per far passare il Tav, il treno ad alta velocità. Incontra, ascolta, conosce a fondo le tute arancioni, venute da lontano, sulla cui pelle si scarica la contraddizione tra lavoro e ambiente dei cantieri delle grandi opere che hanno sostituito la fabbrica tradizionale. Tra memoir, romanzo e inchiesta operaia, “Figlia di una vestaglia blu” è un libro working class. Un ibrido narrativo che esplora la dimensione del lavoro femminile, tra produzione e riproduzione sociale, tra sfruttamento e rivendicazioni di classe e di genere.

9 “L’ufficio delle correzioni storiche” di Danielle Evans (Minimum Fax, 2023)

Sette toccanti racconti che ci costringono a confrontarci con i temi della razza, della cultura, e soprattutto della storia, e a porci quelle domande che si fanno di giorno in giorno sempre più pressanti.

Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, una funzionaria di Washington impegnata nel compito di rettificare le inesattezze nei resoconti storici viene risucchiata da un doloroso mistero che perdura da generazioni. Tutto inizia da una foto ricordo risalente agli anni Venti: un gruppo di uomini e donne sorridono all’obiettivo, alle loro spalle l’edificio che hanno dato alle fiamme mentre il proprietario – un ragazzo nero arrivato dal Mississippi – era ancora all’interno. L’episodio, che un tempo era di dominio pubblico, è stato cancellato dagli anni, dalla vigliaccheria, dalla vergogna collettiva, e sembra ormai impossibile da ricostruire. Danielle Evans, tra le più acclamate giovani autrici statunitensi, si concentra sulle vite dei suoi personaggi in cui sembra che un equilibrio fragilissimo sia sul punto di spezzarsi, in un intreccio di colpa, resistenza, vergogna, forza, cordoglio, potere e amore di cui si compone la storia americana.

10 “Il futuro” di Naomi Alderman (Feltrinelli, 2023)

Immagina che stia per arrivare la fine del mondo. Immagina che esista un algoritmo in grado di avvisarti con dieci giorni di anticipo e che solo un gruppo ristretto e molto selezionato di persone abbia accesso a queste informazioni. Salteresti a bordo di un aereo per salvarti mentre il resto dell’umanità collassa sotto la pressione del cambiamento climatico e di una nuova pandemia? Lai Zhen è una giovane esperta di tecniche di survivalismo. Tiene conferenze in giro per il mondo e i suoi video raccolgono milioni di visualizzazioni. Del resto, quando hai assistito da bambina al crollo di Hong Kong e hai trascorso parte dell’adolescenza in un campo profughi, l’istinto di fuga e di sopravvivenza è tutto ciò che ti rimane. Martha Einkorn è l’assistente di Lenk Sketlish, ceo di Fantail, il più grande social network globale. È lei a convincerlo a collaborare con le altre due maggiori Big Tech del pianeta per creare un sistema di aree protette, dove tutelare il poco che resta della natura incontaminata. Anche nel passato di Martha, però, si cela un segreto che condiziona i suoi pensieri e la sua visione del mondo. L’incontro fra Zhen e Martha mette in moto un meccanismo inarrestabile che ci mostra cosa potrebbe succedere al pianeta in un futuro non troppo lontano. Ma in questo gioco di luci e ombre niente è come sembra. Da un killer spietato appostato in un centro commerciale a un forum online di survivalisti che prende una deriva biblica, da droni minuscoli come insetti capaci di ucciderti in un soffio a un aereo che scompare all’improvviso dai radar: il nuovo romanzo di Naomi Alderman è una miscela esplosiva, imperniata su un caleidoscopio di personaggi umanissimi e memorabili. Ed è anche un appello accorato ad agire per salvare il pianeta dalla catastrofe, perché quando il futuro sembra buio e la disperazione prende il sopravvento, solo la fiducia e la collaborazione tra gli esseri umani possono riaccendere la speranza.

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