Tre buoni motivi per leggere “Il barbiere di Siviglia” di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais

3.5 out of 5 stars (3,5 / 5) L’origine della celebre opera di Gioacchino Rossini è in questo libro


Sapevate che… la celebre opera di Gioacchino Rossini “Il barbiere di Siviglia” con tutti i suoi indimenticabili personaggi è tratta da un libro? O meglio, da una commedia teatrale che reca l’omonimo titolo, scritta da Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais.

Ho avuto così il piacere di acquistare a buon prezzo, da una bancarella di libri antichi, questo titolo. La commedia originale è stata messa in scena per la prima volta nel 1775 (mentre l’opera lirica di Rossini venne rappresentata per la prima volta nel 1816 e, prima ancora, era stato il turno di quella meno conosciuta di Giovanni Paisiello vide la prima nel 1782).

Ecco tre buoni motivi per leggere la sceneggiatura di Beaumarchais:

1 Chi conosce o – come me – ha letteralmente adorato l’opera di Rossini, potrà scoprire le vere origini di tutti gli indimenticabili personaggi già visti a teatro: Figaro, Rosina, don Bartolo, il Conte di Almaviva e don Basilio, ci sono proprio tutti.

2 È molto ironica: l’intento è infatti di proporre una satira lieve ed efficace dell’ottimismo della classe borghese in ascesa prima della rivoluzione.

3 È anche molto scorrevole. Certo, mi direte, è una sceneggiatura: ma tramite il solo strumento del dialogo, sapientemente mescolato a uno stile di scrittura semplice e immediato, riesce a descrivere bene non solo le relazioni tra i personaggi ma anche le atmosfere e l’ambiente che si respira in scena.

Perché “Mein Kampf –...

Come è possibile che un uomo, giorni fa, abbia...

Gli uomini della bomba...

Ha senso leggere i testi teatrali? In molti casi...

Tre buoni motivi per...

Ironia e freschezza per uno dei più grandi capolavori...

Cosa leggere questo autunno: 8 libri da non perdere

Ahimè, l’estate se ne sta andando. Certo, qualcuno tirerà un sospiro di sollievo: finalmente è finita l’era del troppo caldo, delle temperature sopra la...

Metamorfosi giapponesi: “Donnole in soffitta” di Hiroko Oyamada

Il 20 settembre è uscito in Italia "Donnole in soffitta" di Hiroko Oyamada (nell'ottima traduzione di Gianluca Coci), terzo libro della scrittrice giapponese pubblicato...

Libri da leggere nel 2026: i nuovi “must have” per affrontare l’anno

di Valentina Bocchino e Simone Farello Non poteva non tornare anche quest'anno la mitica classifica con i libri da leggere nel 2026 ormai alle porte:...

“Diluvio” di Stephen Markley: il “Game of Thrones” ambientalista

Nel recensire l'imponente "Diluvio" di Stephen Markley (Einaudi, 2024, nella splendida traduzione di Manuela Francescon e Cristiana Mennella), la prima domanda che mi sono...

Ecco i migliori 100 libri degli ultimi 25 anni secondo il New York Times

Un articolo senz'altro da non perdere per tutti i booklover è quello uscito sul New York Times che parla dei 100 migliori libri di...

Resistere a un mondo cannibale: “La vegetariana” di Han Kang

La sudcoreana Han Kang è un'indiscussa protagonista della letteratura contemporanea e molto del suo successo lo deve a "La vegetariana" (Adelphi, 2016 nella efficacissima...

“L’educazione” di Tara Westover: viaggio in una famiglia mormona survivalista

"L'educazione" di Tara Westover (Feltrinelli, 2020) è un libro che ho scoperto solo quest'estate ma che, nonostante le sue 384 pagine, ho letteralmente prosciugato...

“La figlia preferita” di Morgan Dick: due sorellastre, niente in comune, un percorso per salvarsi

Ho scoperto "La figlia preferita" di Morgan Dick (Fazi, 2026) nella libreria "All'Arco" di Reggio Emilia in cui i librai mettono sempre in evidenza...

“Mensaleri” di Wu Ming 2: ciò che il capitale non riesce a distruggere

Come scrive l'autore nei ringraziamenti alla fine di "Mensaleri" (Einaudi, 2025), i libri dei singoli componenti del collettivo di scrittura Wu Ming sono sempre...