Tre buoni motivi per leggere “Fantozzi” di Paolo Villaggio

5 out of 5 stars (5 / 5)
Un must per gli amanti di quella comicità con risvolti sociali e umani


Ebbene sì, per tutti coloro che non lo sapevano, il celebre personaggio di Paolo Villaggio è uscito da… un libro (e ora vi ho dato un buon motivo per andare in libreria a cercarlo). Parlo di “Fantozzi” genericamente intendendo il primo libro edito da Rizzoli nel 1971 (i film sono arrivati dopo) ma in realtà il compianto Paolo Villaggio, di libri sul ragioniere più tragicomico d’Italia, ne ha scritti più di uno. In particolare, i due libri scritti prima dei film sono “Fantozzi” e “Il secondo tragico libro di Fantozzi”.

Ecco tre buoni motivi per cui leggerli:

1 Perché è dai libri che nasce il personaggio. Prima ancora che al cinema. E dunque vale la pena leggerli: se in tv Fantozzi ha fatto ridere diverse generazioni, nei libri si ride anche di più. Ma è un riso amaro, lo sappiamo, perché si ride in fondo di tutti noi: una comicità con risvolti sociali e umani ben più profondi se non ci si limita a guardare in superficie.

2 Perché sono, un po’ come nei film, tanti capitoli brevi, dunque davvero facilmente leggibili, ognuno con una storia diversa. E chi ha visto i film (ma esiste davvero qualcuno che non li ha visti?) ritroverà tante scene conosciute, rimaste nell’immaginario popolare. E anche tante inedite. Per non parlare dei personaggi immortali per qualsiasi italiano.

3 Perché vale la pena leggere immaginando che la voce narrante sia quella del perfido Paolo Villaggio, con la sua “tragica” intonazione. C’è poco da fare: Fantozzi è Fantozzi.

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