Olimpiadi Parigi 2024: i libri da leggere per prepararsi alle gare più attese

Venerdì 26 luglio si terrà la cerimonia di apertura della 33esima Olimpiade di Parigi: per 17 giorni gli occhi del mondo saranno sulla Ville Lumière per quello che continua ad essere l’evento globale più seguito.

Per 17 giorni lo sport celebrerà la manifestazione che è il sogno di qualsiasi atleta che si cimenti in una disciplina olimpica e per 17 giorni i Giochi Olimpici saranno il palcoscenico in cui l’umanità si rappresenta, perché lo sport è molto di più che un gioco: è performance sociale e culturale, incubatore di conflitti e di rivoluzioni, generatore di miti e, soprattutto, un universo di storie che vivranno nei racconti e nella memoria ben oltre questi 17 giorni.

Tre Buoni Motivi per Leggere ha sempre dedicato molto spazio ai libri che riguardano lo sport, che siano narrativa, saggistica, memoir, reportage e in occasione di queste Olimpiadi ci impegneremo per consolidare il rapporto tra sport, scrittura e lettura. Un legame sempre più ricco e per questo dobbiamo sin da ora ringraziare le molte case editrici che stanno finalmente dando alla letteratura di ambientazione o di argomento sportivo la dignità che merita in un paese come l’Italia dove, spesso, lo sport è rimasto ai margini della cultura, confinato nella manualistica e nelle biografie dei grandi campioni. Per fortuna i tempi sono cambiati e abbiamo solo l’imbarazzo della scelta.

Le Olimpiadi, spiegate bene 

Per iniziare proponiamo un libro che si addentra nel mondo delle Olimpiadi esplorandone la storia, le trasformazioni, le contraddizioni, i conflitti e i successi, offrendo molti spunti di riflessione prima di un’edizione che si svolgono in un momento storico in cui le tensioni globali sono particolarmente forti e premono sulla grande piazza pubblica dello sport, con l’esclusione della Russia e le conseguenze del conflitto a Gaza.

Parliamo di “L’importante è partecipare“, il volume della serie ‘Cose spiegate bene’ del Post ed edita da Iperborea. Tredici giornaliste e scrittori aiutati da bellissimi disegni, info grafiche, tabelle e statistiche (compreso i mitici medaglieri storici), parlano di grandi storie olimpiche, dell’origine dei giochi moderni, dei grandi boicottaggi degli anni ’80, dei fatti drammatici come la strage di Monaco 1972 e la bomba ad Atlanta 1996, del doping, le questioni di genere e tantissimo altro.

Un libro molto completo che piacerà sia agli sportivi che agli studiosi e che dà spazio anche ai Giochi Invernali, la cui prossima edizione si terrà a Milano e Cortina nel 2026. Tra mille polemiche: perché le Olimpiade sono anche un grande affare, non sempre conveniente per chi le organizza, e hanno un grande impatto sull’urbanistica delle città che le ospita, anche questo non sempre positivo e sempre più connesso alla sostenibilità.

Olimpiadi, città e ambiente: gioie e dolori  

Sino a pochi anni fa le città combattevano vere e proprie battaglie per aggiudicarsi le Olimpiadi. Oggi è sempre più difficile trovare chi sia disponibile ad ospitarle. Parigi lo fa per la terza volta nella storia, raggiungendo il primato di Londra. Ma nel 2028 anche Los Angeles taglierà il traguardo.

Certo: Tokyo 2020, costretta a slittare nel 2021 a causa del Covid e con tutto quello che ne ha conseguito ha lasciato il segno, ma soprattutto le Olimpiadi sembrano diventate troppo grandi, fuori scala. Lo aveva già scritto Manuel Vázquez Montalbán con “Sabotaggio Olimpico”  in occasione delle Olimpiadi di Barcellona ’92  e ne parla anche un libro molto particolare dell’artista e camminatore urbano Iain Sinclair, il coinvolgente “L’ultima Londra. Romanzo autentico di una città irreale” (Il Saggiatore, 2018), in cui ad essere affrontato è soprattutto il tema della gentrificazione, quando i villaggi olimpici e le infrastrutture sfrattano gli abitanti delle periferie.

Della sostenibilità ambientale, con una particolare attenzione a Milano-Cortina 2026 parla invece “La montagna sacra” dell’alpinista e giornalista Enrico Camani (Laterza, 2024) che affronta anche la questione sempre più attuale dell’overtourism.

Nuotare nella Senna, surfare in Polinesia e correre coi campioni

Con il suo bagno della settimana scorsa, la sindaco di Parigi Anne Hidalgo ha voluto dimostrare definitivamente che sarà possibile svolgere le gare di nuoto in acque libere delle Olimpiadi nella Senna. Gli atleti continuano ad essere perplessi, ma la sfida è di quelle veramente suggestive.

Del resto saranno tante le novità di questa edizione: se le gare di vela si terranno a Marsiglia, quelle di surf si svolgeranno a Teahupo’o, Tahiti nell’Oceano Pacifico della Polinesia francese. Tra le nuove discipline ci sarà la Breaking Olimpica, che niente altro è che la versione sportiva della break dance, le cui gare si svolgeranno in città e le partite di beach volley si giocheranno sotto la Tour Eiffel. Infine, poche ore dopo la maratona olimpica, tutti i cittadini potranno correre lo stesso percorso degli atleti, per la prima volta della storia. Le Olimpiadi tornano sempre di più all’aperto, abbandonando i grandi impianti costosi e destinati a diventare cattedrali nel deserto.

“Il Cuore di De Coubertin. Come Genova realizzò le vere Olimpiadi” di Simone Farello

De Coubertin non ha mai detto che l’importante è partecipare, ma di sicuro l’importante è leggere e divertirsi durante le Olimpiadi 2024.

 

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