5 maggio: tre libri napoleonici (anzi quattro)

Oggi, mercoledì 5 maggio 2021, ricorrono i 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte, eroe cosmicostorico (per usare una definizione di Hegel) celebrato da poeti, romanzieri, pittori, musicisti, in vita ed oltre.

Esistono un culto napoleonico, un’iconografia napoleonica, una mitologia napoleonica.

Perchè di fronte a Napoleone non si poteva e non si può essere indifferenti.

Napoleone, raro caso di imperatore rivoluzionario, rese la Rivoluzione Francese un fatto europeo e mondiale, imprimendo le contraddizioni della modernità nelle vite di milioni di persone poste di fronte all’epoca dei conflitti.
Napoleone è stato, per le passioni, ciò che la macchina a vapore e il treno sono stati per l’economia.
E mentre tutti noi siamo ancora perseguitati (magari piacevolmente) dai versi manzoniani – Ei fu siccome immbobile… – abbiamo deciso di dare tre consigli di lettura napoleonici. Anzi, quattro.
1“Il rosso e il nero” di Stendhal e “I Miserabili” di Victor Hugo. Uno il romanzo della rivoluzione napoleonica, uno il romanzo del rifiuto della restaurazione. Ma soprattutto i due romanzi sono il rosso e il nero della letteratura del XIX Secolo, e niente lo spiega meglio del modo in cui è descritta la Battaglia di Waterloo. In Hugo è un lungo e lunghissimo affresco, denso di dettagli, vista dal di dentro, in Stendhal un rumore di fondo, perché Julien Sorel non la battaglia non riesce a viverla e può solo narrarla da fuori, in assenza. Lettori e lettrici da ormai due secoli si schierano per la densità di Hugo o per la sublime leggerezza di Stendhal. Ma è comunque tutto merito di Bonaparte.
2La restaurazione e la rivoluzione. L’impeto e la real politik. La ragione e il cuore. Napoleone tracciò il solco tra due modi di essere ed è questo impatto che Joseph Conrad cattura nel suo romanzo napoleonico “Il duello”, diventato poi “I duellanti” dopo il film di Ridley Scott.
Ancora oggi, pensando a Napoleone, pensiamo alla modernità, e scegliamo se parteggiare per Feraud o per D’Hubert, i due generali che si sfidano a duello per tutta la vita, senza mai sapere sino alla fine il motivo. Perchè ciò che conta è la scelta di campo, il rifiuto dell’indifferenza, tenere il punto o non tenerlo. Uno dei pochi romanzi terrestri di Conrad, con la stessa meraviglia tempestosa delle sue storie di mare.
3Napoleone è lontano? È ormai una curiosità, una cosa da film in costume e da collezionisti di eroi ed eroismi? Per nulla. Napoleone è stato il primo caso di “esportazione della democrazia”, e la sua presenza e le sue conquiste segnarono il destino di intere nazioni. Sino ad oggi. Nel saggio “Dall’Ancien régime al capitalismo: la diffusione della Rivoluzione francese come esperimento naturale” Daron Acemoglu, James Robinson (celebrati autori di ‘Perchè le nazioni falliscono’ e ‘La strettoia’) con Davide Cantoni e Simon Johnson, ci spiegano come i territori conquistati da Bonaparte abbiano avuto un maggiore sviluppo sociale ed economico rispetto a quelli che lo evitarono. La monografia è contenuta nella raccolta “Esperimenti naturali di storia”, curata, oltre che da Robinsono, da Jared Diamond (autore di ‘Armi acciaio e malattie’). Un modo diverso e intrigante di studiare la storia capendo quanto sia importante per il nostro presente. Partendo da Napoleone.

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