“Il principe e la sarta”: fiaba non convenzionale sul diritto di scegliere la propria identità

SUL LIBRO

Una bella fiaba raccontata in graphic novel sul rispetto, sull'amore e sul diritto di scegliere la propria identità senza subire discriminazioni

Eravamo in vacanza in Spagna e, da bravi ‘nerd’ dei libri, Simone ed io abbiamo visitato una delle librerie più belle di Barcellona seguendo i consigli di Jorge Carrión – che insegna letteratura contemporanea e scrittura creativa presso l’Universidad Pompeu Fabra – per Il Libraio. Ci siamo ritrovati così a la Central, poco lontano dalla Rambla, un vero paradiso per i lettori con tanto di (eccellente) ristorante-caffetteria nel patio frequentato da studenti e lettori di ogni genere.

Potevo andare via senza un libro? Ovviamente no. Conosco lo spagnolo, avendolo studiato al liceo, ma non me la sentivo di affrontare una lettura impegnativa: ho dunque optato per una graphic novel, “El principe y la modista” di Jen Wang (2018), che in italiano si intitola “Il principe e la sarta” ed è edito da Bao.

Ammetto che di graphic novel per ora me ne intendo poco, ma l’ho trovata una lettura davvero interessante. Ecco tre considerazioni:

1 Potremmo inserire questa “fiaba” nel filone degli young adult. Siamo a Parigi in un’epoca non meglio specificata, ma che potremmo collocare nell’800. Il principe Sebastian, erede al trono, deve sposarsi (o almeno questo è il grande desiderio dei genitori). Ma al ragazzo non interessa cercare moglie: lui ama la moda e quando calano le tenebre gli piace vestirsi da donna e incantare la capitale francese con la sua eleganza. Incontra casualmente una giovane sarta che scopre il suo segreto: tra i due nasce un sodalizio che si trasforma rapidamente in una solida amicizia e Sebastian – con indosso le creazioni della ragazza – diventa la favolosa Lady Cristalia. Ma il mondo e soprattutto il re e la regina saranno pronti ad accettare la sua vera natura?

2 La graphic novel è una bella fiaba, abbastanza semplice, sul rispetto, sull’amore e sulla libertà di scegliere la propria identità senza subire discriminazioni che spesso arrivano in prima istanza proprio dalla famiglia. Discriminazioni che arrivano il più delle volte dalla non conoscenza. L’augurio è che, in questi tempi bui, le storie dei “principi” e delle “sarte” riescano comunque a emergere con forza, soprattutto tra i giovani, in modo da andare verso una società sempre più aperta ai diritti civili, malgrado la politica e anzi, con cui la politica dovrà fare i conti. Credo e spero infatti che – nonostante i passi indietro di una certa classe politica – la società stia andando avanti in maniera ineluttabile. Un processo che si può rallentare, ma non fermare.

3 Se cercate una lettura poco impegnativa ma ricca di significato, questo titolo fa per voi: con le sue quasi 300 pagine, si legge in un giorno. Ovviamente i fumetti sono più veloci da leggere rispetto a un romanzo: certo, è un discreto “tomo”, non proprio una lettura da mettere in borsetta, ma i disegni a colori, semplici e belli, compensano il peso. (So che alcune graphic novel sono adattate anche per lettori ebook, ma faccio parte della scuola di chi pensa che questo genere debba essere letto su carta per ragioni di tecnica ed impaginazione).

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