“Piccole cose da nulla” di Claire Keegan: un gioiellino per Natale

SUL LIBRO

Un gioiellino di 90 pagine ambientato negli anni '80 (ma sembra davvero un'altra epoca) e che insegna a non rimanere indifferenti: un moderno "Canto di Natale"

Volete farvi o fare un bel regalo per Natale? “Piccole cose da nulla” di Claire Keegan (Einaudi, 2022) è un gioiellino breve che però porta con sé un grande significato.

Solo 90 pagine, si legge in una giornata ed è un romanzo breve intimo e molto potente. Da questo libro, tra l’altro, è tratto il film “Piccole cose come queste”, proprio in questi giorni pre natalizi al cinema, con Cillian Murphy ed Emily Watson, diretto da Tim Mielants e che tra i produttori conta lo stesso Cillian Murphy, Matt Damon e Ben Affleck.

Il libro, tra l’altro, si è anche piazzato al 41esimo posto della classifica del New York Times dei migliori 100 libri dell’inizio di questo XXI secolo.

Per un libro breve, una recensione breve che spero saprà restituire almeno in parte la bellezza di questa lettura. Ecco tre buoni motivi per leggerlo:

1. Un “Canto di Natale” ambientato in un’Irlanda senza tempo

La storia è ambientata nell’Irlanda degli anni ’80, ma la cosa sorprendente è che il lettore se ne accorge solo da certi dettagli: giusto ogni tanto si parla di tv, telefono, elettrodomestici, altrimenti l’ambientazione per tutto il tempo sembra davvero ferma tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. E già questo basterebbe per descrivere la maestria dell’autrice che ha utilizzato una scrittura davvero leggibile, intensa, emozionante, proprio come un racconto di Natale.

Il protagonista, Bill Furlong, gira per fattorie e villaggi a consegnare legna, torba e carbone: nessuno vuole rimanere al freddo la notte di Natale. Ha cinque figlie e una moglie che ama, sono una famiglia felice anche se non propriamente benestante, e non ha mai conosciuto suo padre. Sua mamma non gli ha mai rivelato l’identità dell’altro genitore ed è stata accolta – ragazza madre – da una ricca signora del posto che le ha dato un lavoro.

La vita di Bill continua con serenità quando un giorno, proprio prima di Natale, nel cortile di un convento si imbatte in una ragazza ridotta in condizioni misere che chiede aiuto e, soprattutto, chiede del suo bambino. Bill capisce che lei arriva da una Casa Magdalene (istituti femminili che accoglievano le ragazze orfane, o ritenute “immorali”) gestita da suore.

2. Un libro che insegna a non girarsi dall’altra parte

Bill all’inizio, seppur avendo aiutato la ragazza riportandola alla Casa Magdalene, si rende conto che qualcosa non torna. L’atteggiamento delle suore è sospetto e fin troppo gentile con la ragazza, rispetto alle condizioni in cui l’ha trovata.

L’uomo si tormenta: le suore lo pagano bene e in genere gli lasciano anche una generosa mancia per Natale. E in città c’è chi gli consiglia di lasciar perdere. Ma quella ragazza, quella giovane mamma che in qualche modo gli ricordava la sua, gli rimane in testa. Avrà avuto bisogno di aiuto? Alla fine Bill, che per carattere non è incline all’indifferenza, prende una decisione che si può riassumere nella frase che ho scelto per questo libro, in fondo alla recensione.

2. L’importanza delle piccole cose

Ma quali sono queste “piccole cose da nulla” di cui parla il libro? Quando Bill parla della sua famiglia, degli attimi felici, spesso si sofferma su piccoli dettagli: “piccole cose da nulla”, appunto, che però rivestono una grande importanza e che qui hanno un significato profondo di speranza. Riporto un passo del libro: “Qualche volta Furlong, vedendole fare una dopo l’altra le piccole cose da nulla – genuflettersi in chiesa o ringraziare un negoziante per il resto – provava una profonda, intima gioia all’idea che quelle erano le sue figlie”.

E forse ogni tanto dovremmo fermarci tutti a pensare a quelle piccole cose da nulla che a volte fanno davvero la differenza tra la gioia e l’infelicità, ricordando sempre di fare tesoro dei momenti felici. E forse anche questo romanzo è una bellissima piccola cosa da nulla.

“Orbital” di Samantha Harvey:...

Da anni il Booker Prize è uno dei premi...

“La vita in pugno”...

La boxe è uno degli sport che più hanno...

“Il ragazzo” di Annie...

Attirata dai racconti e dai romanzi brevi, ho acquistato...

ANTEPRIMA | “Akira Toriyama”...

Cosa succede nel momento in cui da bruchi si...

Dark Japan: “Non è...

Potrebbe essere un manga e sarebbe perfetto per una...

“Chiamo i miei fratelli”...

A dieci anni esatti dalla sua prima edizione, Einaudi...

Libri da leggere nel 2026: i nuovi “must have” per affrontare l’anno

di Valentina Bocchino e Simone Farello Non poteva non tornare anche quest'anno la mitica classifica con i libri da leggere nel 2026 ormai alle porte:...

“Diluvio” di Stephen Markley: il “Game of Thrones” ambientalista

Nel recensire l'imponente "Diluvio" di Stephen Markley (Einaudi, 2024, nella splendida traduzione di Manuela Francescon e Cristiana Mennella), la prima domanda che mi sono...

Resistere a un mondo cannibale: “La vegetariana” di Han Kang

La sudcoreana Han Kang è un'indiscussa protagonista della letteratura contemporanea e molto del suo successo lo deve a "La vegetariana" (Adelphi, 2016 nella efficacissima...

“Accabadora” di Michela Murgia, quando un romanzo breve vale più di tanti discorsi

Ho finalmente letto "Accabadora" di Michela Murgia, pubblicato nel 2009 per Einaudi, uno di quei romanzi che era da anni che mi proponevo di...

“La sonnambula” di Bianca Pitzorno racconta la lotta delle donne per la libertà

Se mi venisse chiesto qual è la mia scrittrice preferita, ascoltando il cuore risponderei subito Bianca Pitzorno. È un'autrice strepitosa che mi ha accompagnata...

Destinazione Giappone: 6 libri che ci hanno fatto viaggiare prima del viaggio

Prossimamente Valentina ed io saliremo su un aereo che ci porterà a Tokyo per un viaggio in Giappone. É il nostro viaggio di nozze...

“Mensaleri” di Wu Ming 2: ciò che il capitale non riesce a distruggere

Come scrive l'autore nei ringraziamenti alla fine di "Mensaleri" (Einaudi, 2025), i libri dei singoli componenti del collettivo di scrittura Wu Ming sono sempre...

“Nulla da invidiare” di Barbara Demick: il ‘romanzo’ della Corea del Nord

Mentre pensiamo ormai di sapere tutto di tutti, c'è un Paese che rimane ancora in gran parte impenetrabile, chiuso nel suo mistero (e no,...

Ecco i migliori 100 libri degli ultimi 25 anni secondo il New York Times

Un articolo senz'altro da non perdere per tutti i booklover è quello uscito sul New York Times che parla dei 100 migliori libri di...
Un gioiellino di 90 pagine ambientato negli anni '80 (ma sembra davvero un'altra epoca) e che insegna a non rimanere indifferenti: un moderno "Canto di Natale""Piccole cose da nulla" di Claire Keegan: un gioiellino per Natale