Ho scoperto “La figlia preferita” di Morgan Dick (Fazi, 2026) nella libreria “All’Arco” di Reggio Emilia in cui i librai mettono sempre in evidenza proposte interessanti. Mi sono fidata dunque del loro giudizio e l’ho comprato: un azzardo, perché stavo già finendo di leggere (anzi, di divorare) un libro a mio giudizio bellissimo, dunque quante altre probabilità c’erano di riuscire a trovare un altro volume che mi tenesse incollata alle pagine?
Invece l’impresa è riuscita: “La figlia preferita” mi ha tenuta incollata in tutte le sue 372 pagine, mi ha fatto ridere ed emozionare insieme alle protagoniste consegnandomi una divertente e profonda commedia brillante.
Trama de “La figlia preferita” di Morgan Dick
Il libro (romanzo d’esordio dell’autrice) tradotto in italiano da Silvia Castoldi, racconta la storia di Mickey e Arlo, sorellastre che non si sono mai parlate né incontrate.
Quando Mickey era bambina il padre ha abbandonato lei e la madre condannandole a una vita di disagi e ristrettezze. Mickey beve, cresce tra le difficoltà economiche, ma in compenso adora il suo lavoro di maestra d’asilo.
Poi c’è la sorellastra Arlo, la cocca di papà, brillante psicologa cresciuta nell’agio che adora tutto del padre. Ma, colpo di scena, quando lui muore lascia la sua intera eredità milionaria a Mickey. Ma a una condizione: Mickey dovrà sottoporsi a un ciclo di psicoterapia con Arlo prima di poter ricevere il denaro. Lavorando insieme come terapeuta e paziente, senza sapere di essere in realtà sorelle, le due donne si ritroveranno a intraprendere un percorso che potrà distruggerle o salvarle entrambe. Un modo per il defunto padre di avvicinare le due figlie?
Tre buoni motivi per leggere “La figlia preferita”
1. Una brillante commedia nera
Il libro è una commedia nera brillante: tra funerali bizzarri, furti di gatti, avvocati timidi e tragicomiche sedute di psicoterapia, c’è da ridere e da emozionarsi con personaggi strambi, umani e imperfetti proprio come le protagoniste Mickey e Arlo.
C’è l’avvocato timido, il ragazzo della porta accanto un po’ impacciato, la vicina di casa artista e, come in tutte le commedie che si rispettino, il bambino più perspicace degli adulti.
2. Ma chi è alla fine la figlia preferita?
Andando avanti con la lettura, scopriamo che il mondo di Arlo e Mickey non è mai in bianco e nero, ma ricco di sfumature complesse. Il defunto è stato davvero un bravo padre per almeno una delle due ragazze? La narrazione scava a fondo per rispondere alla domanda cruciale: chi è, veramente, la figlia preferita?
3. Un’analisi su famiglie disfunzionali e salute mentale
Dietro l’apparente leggerezza, il romanzo affronta temi molto delicati come l’abbandono, la dipendenza e le disfunzionalità familiari. Nei ringraziamenti, l’autrice spiega di essersi ispirata in parte ai propri problemi di salute mentale. L’interrogativo di fondo è se sia davvero possibile “guarire”. La risposta? Si cela tra le pagine di questa storia.



