Un libro per il 25 Aprile: “Sangue d’Italia – Interventi sulla storia del Novecento” di Sergio Luzzatto

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di Simone Farello

C’è chi disse che “la storia è una cosa troppo seria per lasciarla fare agli storici”. Di certo è una cosa troppo seria per lasciarla fare a chi di storia non ne ha letta o ascoltata (perché la storia spesso si ascolta, ancor prima di leggerla) nemmeno un’oncia, e vive di mitologie, che spesso sono fake news vestite assai bene e dal passato illustre.

Tra le tante cose che sono state e vengono fatte alla Resistenza, una delle peggiori è riempirne le tasche e le giberne delle mitologie più diverse, dalle oleografie eroiche ai revisionismi più vili e abietti. Un buon antidoto a questo avvelenamento è la raccolta di saggi di Sergio Luzzatto “Sangue d’Italia – Interventi sulla storia del Novecento” Manifestolibri.

È un libro denso, colto e intransigente, come si deve essere quando si fa buona storia. Ed è un libro in cui si trovano molti altri libri che andrebbero messi nella libreria del 25 aprile.
Uno di questi è “Racconti della Resistenza”, antologia curata per Einaudi da Gabriele Pedullà, perché, come dice Luzzatto: “Chi ha detto che la storia ‘vera’ può essere scritta solo a distanza di tempo, quando le passioni dei protagonisti si sono finalmente quietate, e la generazione dei posteri può portare sopra di loro uno sguardo lucido e distaccato? Chiunque lo abbia detto farà bene a tuffarsi nel vino ribollente di queste narrazioni partigiane, per convincersi che a volte è vero proprio il contrario: la storia rischia di riuscire improbabile quando non venga raccontata a caldo, da chi l’ha vissuta sulla pelle”.
In fondo solo i partigiani detenevano la verità su se stessi. Ed una di queste è quella di Beppe Fenoglio: che partigiano è una parola tremenda oltre che splendida: “Perché partigiano, come poeta, è parola assoluta, rigettante ogni gradualità”.

VIVA IL 25 APRILE