Tre buoni motivi per leggere “Circe” di Madeline Miller

SUL LIBRO

A metà strada tra il mito e lo young adult, rielabora la storia della maga Circe sotto una nuova luce: dalla voglia di indipendenza agli incantesimi per salvarsi dalla violenza degli uomini

Chi era davvero la maga Circe? La maggior parte di noi la conosce per il suo ruolo non proprio positivo nell’Odissea. Tanto che in genere il suo nome è diventato sinonimo di spietata seduttrice, una persona che riesce a conquistare gli uomini con trucchi e artifici.

Secondo l’Odissea, riassumendo veramente in pochissime parole, Ulisse approda sfinito sull’isola di Circe mentre viaggia per tornare a casa, i suoi compagni vengono da lei trasformati in maiali ma lui, con la sua astuzia e con l’aiuto di Ermes, riesce a evitare l’incantesimo. Costringe così la maga a far tornare umano il suo equipaggio, i due diventano amanti e vivono amandosi sull’isola per circa un anno: alla fine, Ulisse (oppure Odisseo com’è chiamato nel libro) ripartirà alla volta di Itaca.

Madeline Miller – scrittrice statunitense che ha studiato lettere classiche alla Brown University e ha insegnato per anni greco e latino nei licei – nel suo “Circe” (Marsilio, 2021) va più a fondo e rielabora la storia della maga sia prima sia dopo l’episodio di Ulisse. Continuando a basarsi comunque su antichi miti e leggende, romanzando le vicende e rendendole più umane.

Ecco tre buoni motivi per leggere “Circe”.

1 Circe prima e dopo l’Odissea

Miller, come detto, si basa su miti già esistenti, pur con un pizzico di fantasia qua e là: si scopre così che Circe era figlia del titano Elios e dell’oceanide Perseide, che era odiata e derisa dai suoi simili, che grazie al suo talento con i “pharmaka” (ovvero, in questa accezione, pozioni magiche) trasformò la ninfa Scilla nel terribile mostro marino per gelosia nei confronti dell’amato Glauco, che per questo venne punita ed esiliata all’isola di Eea. Anche gli dei infatti avevano paura di queste arti magiche sconosciute, basate su erbe e pozioni, in grado di nuocere anche a loro.

Qui vivrà in solitudine, condannata a passare la sua immortalità nell’isolamento ma anche imparando a diventare indipendente. Periodicamente tuttavia incontrerà diversi personaggi che approderanno all’isola tra cui, ovviamente, Ulisse.

2 La lotta per difendersi dalle violenze degli uomini

Ma perché Circe trasformava in maiali i visitatori dell’isola (tra cui i compagni di Ulisse)? Miller dà una sua interpretazione che è stata molto apprezzata dalla critica: in principio iniziò a farlo perché alcuni visitatori, approfittando della sua ospitalità e della sua voglia di sconfiggere la solitudine, la stuprarono. Da allora, per difendersi, Circe iniziò a tramutare a ogni minimo segno di pericolo i visitatori in maiali.

Ci sono anche altri temi che possiamo tranquillamente definire attuali, come la maternità di Circe, rimasta da sola su Eea, che partorisce e cresce da sola il figlio concepito con Ulisse, la voglia di libertà e indipendenza.

3 Il nucleo degli antichi miti, la struttura di uno young adult

La storia è veramente molto leggibile e adatta a tutti, sono 416 pagine che scorrono veloci, potremmo dire a metà strada tra il mito e lo young adult. Insomma a leggere tutto ci si impiega meno di quel che si pensa.

Anche questa commistione tra mito e romanzo per tutti fa parte della formula vincente dei libri di Madeline Miller, già diventata celebre con “La canzone di Achille”.

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