Tre buoni motivi per leggere “Lettere a Theo” di Vincent Van Gogh

5 out of 5 stars (5 / 5) Il genio, la follia, i pensieri profondi di uno dei più grandi artisti, che non seppe mai di esserlo


Una personalità enigmatica, per alcuni un genio, per alcuni un folle, il pittore Vincent Van Gogh ha intrattenuto per tanti anni una fitta corrispondenza con il fratello Theo, e le sue lettere sono state naturalmente pubblicate (Guanda, 2013).

Sono sfacciatamente di parte perché Van Gogh è il mio pittore preferito in assoluto, e vi racconto in tre punti perché vale la pena leggere le sue lettere:

1 Perché vi si possono trovare il genio, la follia, i pensieri profondi, spesso malinconici e tormentati, altre volte belli, bellissimi, che aiutano a comprendere meglio il carattere di Van Gogh.

2 Perché spesso si pensa di conoscere ormai tutto (o quasi) sulla vita del famoso Vincent Van Gogh. Non è vero. E se vi siete soffermati almeno una volta a sospirare davanti alle meraviglie della Notte Stellata o dei Girasoli, vale la pena approfondire.

3 Perché, nonostante le porte in faccia e le difficoltà, Van Gogh credeva davvero che, per lui, non ci sarebbe stato altro modo di vivere se non seguendo la sua passione. Credeva che i suoi quadri non avessero valore. Oggi il mondo gli è grato per la sua arte. Mai arrendersi, mai.

“Golden set” di Marco...

Tutti noi tendiamo a vedere gli atleti (specie quelli...

ANTEPRIMA | “Akira Toriyama”...

Cosa succede nel momento in cui da bruchi si...

“I vagamondi” di Claudio...

Da pochi giorni si sta svolgendo la centodecima edizione...

Festival di Sanremo 2023:...

C'erano una volta i libri sui cantanti: chi di...

“Le bambine non esistono”...

"Le bambine non esistono": parola di Ukmina Manoori, donna...

Tre buoni motivi per...

Nel trentennale dell'inchiesta che tutti conosciamo come Tangentopoli, sono...

Libri da leggere nel 2026: i nuovi “must have” per affrontare l’anno

di Valentina Bocchino e Simone Farello Non poteva non tornare anche quest'anno la mitica classifica con i libri da leggere nel 2026 ormai alle porte:...

“Diluvio” di Stephen Markley: il “Game of Thrones” ambientalista

Nel recensire l'imponente "Diluvio" di Stephen Markley (Einaudi, 2024, nella splendida traduzione di Manuela Francescon e Cristiana Mennella), la prima domanda che mi sono...

Resistere a un mondo cannibale: “La vegetariana” di Han Kang

La sudcoreana Han Kang è un'indiscussa protagonista della letteratura contemporanea e molto del suo successo lo deve a "La vegetariana" (Adelphi, 2016 nella efficacissima...

“Accabadora” di Michela Murgia, quando un romanzo breve vale più di tanti discorsi

Ho finalmente letto "Accabadora" di Michela Murgia, pubblicato nel 2009 per Einaudi, uno di quei romanzi che era da anni che mi proponevo di...

“Mensaleri” di Wu Ming 2: ciò che il capitale non riesce a distruggere

Come scrive l'autore nei ringraziamenti alla fine di "Mensaleri" (Einaudi, 2025), i libri dei singoli componenti del collettivo di scrittura Wu Ming sono sempre...

Ecco i migliori 100 libri degli ultimi 25 anni secondo il New York Times

Un articolo senz'altro da non perdere per tutti i booklover è quello uscito sul New York Times che parla dei 100 migliori libri di...

“La sonnambula” di Bianca Pitzorno racconta la lotta delle donne per la libertà

Se mi venisse chiesto qual è la mia scrittrice preferita, ascoltando il cuore risponderei subito Bianca Pitzorno. È un'autrice strepitosa che mi ha accompagnata...

Destinazione Giappone: 6 libri che ci hanno fatto viaggiare prima del viaggio

Prossimamente Valentina ed io saliremo su un aereo che ci porterà a Tokyo per un viaggio in Giappone. É il nostro viaggio di nozze...

“M” di Antonio Scurati: bilancio di una saga che lascia il segno

Con "M. La fine e l'inizio" è giunta a conclusione il ciclo di romanzi di Antonio Scurati che ripercorrono la storia di Benito Mussolini...