L’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, è una data sul calendario che serve a fissare, come tante ricorrenze, un momento d’attenzione. Ma l’attenzione non può durare un giorno, per poi tornare a fare finta di niente. Per questo, come Tre Buoni Motivi per Leggere, dedichiamo molto del nostro lavoro alle questioni di genere e alle battaglie delle donne.
Lo facciamo proponendo romanzi che affrontano questi temi in modo radicale come “La vegetariana“, “Kim Ji-Young, nata nel 1982“, i libri di Elena Ferrante, “Pizza Girl” o “La lavoratrice” e memoir, saggi ed opere di non fiction come “Stai zitta giornalista“, “Il lavoro non ti ama“, “La mia vita in bicicletta” o “Le bambine non esistono“.
Lo facciamo seguendo e sostenendo, anche con le rassegne che organizziamo, case editrici indipendenti, come Capovolte di Ilaria Leccardi, che lavorano per affermare valori e voci femministe.
Con questo impegno speriamo di evitare le logiche denunciate nel primo dei libri che proponiamo per questo 8 marzo che vorremmo libero, radicale, di lotta e che non scompaia allo scoccare della mezzanotte.
1. Jennifer Guerra: “Il femminismo non è un brand” (Einaudi)
Non solo non basta acquistare una maglietta, sfilare a Sanremo o fare un bel post sull’empowerment per essere femministe, ma è necessario sapere che il mercato e il capitalismo sono sempre pronti, trasformando le battaglie culturali in merce, a minare quelle stesse battaglie, rendendole edulcorate e inoffensive. La giornalista Jennifer Guerra, nel suo nuovo saggio ci mette in guardia da “un paradigma economico che non si fa scrupoli a capitalizzare i temi sociali in nome del profitto ci pone di fronte a delle sfide nuove”. Così “Il primo nodo da sciogliere è se le aziende e i marchi si meritino il «patentino» del femminismo e il secondo, forse più impegnativo da sbrogliare, riguarda l’influenza che la nuova postura della brand identity esercita sulla pratica femminista”. Il problema non è solo “liberarsi” della mimosa, ma difendersi da un marketing che si ingoia tutto.
2. I libri della collana “Oilà” (Electa)
L’8 marzo del 2023 Electa lanciò i primi tre volumi di una nuova collana, “Oilà”, curata da Chiara Alessi e con lo splendido progetto grafico dello Studio Sonnoli con l’intento di presentare “le storie di protagoniste del Novecento, figure femminili che nel panorama ‘creativo’ italiano e internazionale (dal design alla moda, dall’architettura alla musica, dall’illustrazione alla grafica, dalla fotografia alla letteratura) si sono distinte in rapporto a discipline e mestieri ritenuti da sempre appannaggio dell’universo maschile”. I titoli della collana, il cui nome è ispirato alla celebre strofa di una canzone popolare socialista entrata nel repertorio delle mondine, sono ora nove. Nove storie di donne italiane protagoniste della storia italiana, raccontate da nove autrici, in libri tanto piccoli e brevi quanto straordinariamente ricchi. Recentemente abbiamo letto “Vorrei far una strada che va all’infinito” di Chiara Alessi sulla grafica Lica Covo Steiner e “Il calendario non mi segue” di Anna Toscano su Goliarda Sapienza, e ci hanno appassionato e dato un’enorme forza. La forza che viene anche da un’idea comune a tutte queste donne: che le battaglie non si vincono da sole ma insieme.


