“Cenerentola è morta”: tre motivi per amare questo young adult femminista e queer

SUL LIBRO

Un’operazione intelligente, capace di spronare le giovani lettrici a immaginare un mondo diverso e a rivendicare il diritto di scegliere, da sole, il proprio “lieto fine”

Finalmente. Cominciavo davvero a temere che i romance fossero ormai irrimediabilmente contaminati da trame alla “50 sfumature” o da quelle storie in cui la donna viene maltrattata dal solito belloccio di turno, salvo poi innamorarsene in un vortice di passione tossica.

Per fortuna c’è chi prova a resistere e a ribaltare la tendenza. Anche per questo ho particolarmente apprezzato “Cenerentola è morta” di Kalynn Bayron (Fandango, 2024) la casa editrice già rappresentava per me una garanzia, ma vedere questo volume tra gli scaffali dell’ultimo Salone del Libro di Torino e leggerne la trama ha acceso la mia curiosità.

Di cosa parla

Il romanzo, un po’ young adult e un po’ romance, è ambientato nel regno di Cenerentola, duecento anni dopo la sua morte (in un’ambientazione comunque ancora fantasy/medievale). Il mito della principessa è diventato fondamento della società: ogni anno nel regno si organizza un ballo a corte per permettere a tutte le ragazze di trovare il “loro” Principe Azzurro.

Ma dietro le buone intenzioni si nasconde un lato oscuro. Le donne sono ridotte a oggetti di desiderio e a merce di scambio: se non riescono a trovare un pretendente in tempo utile, vengono dichiarate “inadempienti” e scompaiono misteriosamente. La loro volontà non ha alcun peso, neppure quella di non sposarsi o di amare una persona dello stesso sesso.

Sophie, 16 anni, innamorata della sua migliore amica, dopo aver assistito a una scena di violenza e umiliazione al ballo decide di ribellarsi e scappare. Rifugiata nei boschi, scoprirà che la storia di Cenerentola è ben diversa da come tutti l’abbiamo conosciuta e organizzerà la resistenza per abbattere il regime e restituire alle ragazze il diritto di scegliere il proprio destino.

Ecco i miei tre buoni motivi per leggere questo libro.

1. Un retelling in chiave femminista

È senza dubbio una riscrittura in chiave femminista: un mondo in cui gli uomini dettano le regole e stabiliscono quali donne siano “degne” e quali no, mogli costrette a piegarsi alla volontà dei mariti e un forte desiderio di libertà, di vivere la propria identità alla luce del sole. Un mondo che reclama un urgente cambiamento.

Ho trovato questo libro un’operazione intelligente, capace di spronare le giovani lettrici a immaginare un mondo diverso e a rivendicare il diritto di scegliere, da sole, il proprio “lieto fine”.

2. L’avventura è servita

E se ve lo state chiedendo: sì, non mancano azione e avventura. La protagonista diventa una ribelle, pronta a tornare in campo per combattere e liberare il reame. Il risultato è un “cappa e spada” adrenalinico, punteggiato da sfumature romance

Tra fughe rocambolesche, sangue, assassini, magia nera, profezie e combattimenti, il libro ha tutte le carte in regola per far divorare le sue 368 pagine in poco tempo e senza annoiarsi.

3. Ma chi ha bisogno del Principe Azzurro?

In sintesi, “Cenerentola è morta” è un buon young adult con un messaggio importante e una felice inversione di tendenza: niente più storie stereotipate alla “50 sfumature” con donne ingenue in balia di uomini arroganti o violenti. Qui le donne si prendono il loro spazio (anche la “Fata Madrina“) e mostrano che, per il lieto fine, non serve avere a tutti i costi un Principe Azzurro.

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