Un libro per Natale: come riconoscere un vero lettore, guida semiseria in 7 punti

Tempo di lettura: 5 minuti

Ecco la seconda puntata della rubrica dedicata ai regali di Natale a cura dello scrittore Simone Farello: qui impareremo come riconoscere un vero lettore, e perché non bisogna regalare un libro a chi non ama leggere.

C’è un motivo paradossale alla base di molte delle difficoltà che si possono incontrare nel regalare libri per le feste, ed è che a Natale moltissime persone decidono di regalare un libro a persone che non leggono nulla, e viceversa altrettante moltissime persone che non leggono decidono di regalare un libro a lettori accaniti.

A questo qui pro quo (che sarebbe utile soltanto se ci facesse venire in mente il titolo dell’originale e spiazzante romanzo pseudo poliziesco di Gesualdo Bufalino, un autore che andrebbe riscoperto) dobbiamo l’aggirarsi tra gli scaffali delle librerie di persone prossime al panico. Disperati che provano a fare la scelta giusta in un assortimento in cui gli esemplari, ad un esame superficiale, sono tutti uguali, salvo le dimensioni e le immagini delle copertine. All’interno sono tutti un cumulo di parole nere stampate su pagine bianche che solo dopo un’analisi di ore o addirittura giorni potrebbero acquisire un senso ed essere distinte dalle altre. Soprattutto dopo l’8 dicembre nessuno ha tutto quel tempo.

Nemmeno se si è optato per l’acquisto online si avranno molti più indizi: i giudizi degli utenti sono di persone di cui non sappiamo niente, e quindi potrebbero avere gusti diversissimi dalla persona a cui stiamo pensando noi, e perché visti così, una copertina dopo l’altra, i libri non è che dicano poi granché.
Magari chi li vende potrebbe attribuirgli dei punteggi, come le carte di Pokemon:

‘Guerra e Pace’, di Lev TolstoJ:
600 punti vita
50 di attacco
40 di difesa
Abilità speciali: diminutivi di nomi russi che si confondono dopo 10 pagine
Combinazioni: se in mano hai anche ‘I fratelli Karamazov’ puoi attaccare per 203 turni consecutivi.

Sarebbe un’idea sa start up. Ma ve la sconsigliamo. Anzi ve la sconsiglia il libro di Mario Moroni ‘Start up di merda – Il primo libro da comprare se vuoi aprire una start up’ (ecco i nostri tre buoni motivi per leggerlo).

Preferiamo provare a darvi qualche consiglio pratico e semplice.

Pensate di regalare libri a chi non legge? Non fatelo

Un primo consiglio, utile ad alleggerire gli assembramenti nelle librerie e a prevenire un bel po’ di rimorsi, è rivolto a coloro che pensano di regalare libri a chi non legge il consiglio: smettetela. Subito.

Un regalo dovrebbe essere una manifestazione d’affetto verso un’altra persona a cui vogliamo bene e quindi dettato dall’amore o dall’amicizia; dalla confidenza e dall’empatia: tutti sentimenti che mettono in gioco il dare e il ricevere e quindi una qualche forma di aspettativa, che non è altro che la ricerca della propria gratificazione grazie alla visione della felicità dell’altro.

Certo, l’amore può non essere corrisposto e quando questo accade l’unica cosa sensata da fare è farsene una ragione: piangere un po’ sulla spalla di un’amica; prendersi una sbronza colossale con un amico; partire per un lungo viaggio (quando si potrà); dedicarsi a discipline sportive estreme potenzialmente autodistruttive come il paracadutismo e il cenone di capodanni… Poi ricominciare la vita di sempre, in attesa di incontrare la persona giusta, che prima o poi arriva.

Chi non si rassegna al rifiuto e si dedica al tormento della persona desiderata con la pretesa di imporre il dono del proprio amore ha oggi trovato la sua definizione penale: è uno stalker, un individuo degenerato, abietto e pericoloso. Un delinquente per cui sono giustamente previste pene severe. Lo stalking si manifesta innanzitutto attraverso l’imposizione di doni non graditi, tipo mazzi di fiori in formato magnum e gioielli costosi; regali che non solo non donano felicità a chi li riceve, ma che provocano inquietudine, insofferenza, paura. Sono un abuso di potere, forza e violenza, come tutte le imposizioni.

Imporre la lettura a chi non legge è stalking allo stato puro.

Ora mettetevi nei panni di un vostro amico che non legge e si ritrova in mano, dopo aver scartato il vostro bellissimo pacchetto ben confezionato, un oggetto che per lui non ha alcun valore e che lo sprofonda in una tremenda delusione. E se voi siete dei lettori, il vostro amico diventerà la vostra vittima. Penserà che vi siate messi in testa che sia vostro compito educarlo, costringerlo a fare una cosa che voi ritenete giusta. Magari metterà il vostro regalo in evidenza nella sua casa praticamente priva di libri, ed ogni volta che poserà lo sguardo su di esso sarà a disagio. Imporre la lettura a chi non legge è obbligare a un amore qualcuno che non è intenzionato a corrisponderlo, è stalking allo stato puro.

E se capiterà l’occasione il vostro amico non-lettore si vendicherà, riversando il suo rancore verso il vostro elitarismo radical chic facendo cose terribili come votare la Brexit o Donald Trump. Se volete saperne di più su questa dinamica leggete ‘Middle England’ di Jonatan Coe, un romanzo dalla bellissima trama e che ci spiega più cose sulla Brexit di decine di trattati.

Ribadiamo: se pensate che i libri siano l’unica cosa che conta potete anche restare tra gli scaffali della libreria, ma esclusivamente per fare un regalo a voi stessi, lasciando in pace gli altri. Leggere non è obbligatorio e non è un segno di superiorità morale o intellettuale.

Come si fa a riconoscere un lettore?

Può anche succedere che non sappiate decidere se la persona a cui dovete fare un regalo sia un lettore e quindi vi domandiate: ma come si fa a riconoscere un lettore?

Non è un quesito così banale. Una volta individuare un lettore era piuttosto semplice: aveva gli occhiali. Era un luogo comune, ma come molti luoghi comuni era ampiamente giustificato dalle statistiche. Dedicare il proprio tempo in luoghi male illuminati decifrando piccoli caratteri tipografici non è esattamente la pratica più naturale per la nostra vista e se ormai nessuno crede più al fatto che “toccarsi” faccia diventare ciechi, leggere rende quasi sicuramente miopi. Purtroppo oggi l’esposizione di una buona parte della popolazione ai videoterminali fa sì che i difetti della vista siano molto più diffusi e popolari, rendendo impossibile distinguere un lettore dalla sua incapacità di riconoscere un orso grigio a un metro di distanza se privo di strumenti ottici di un certo spessore.

Alla fine, per riconoscere un lettore è indispensabile ricorrere all’interazione umana, approfittando del fatto che un lettore non ama nascondersi e quindi:

  1. Passerà molto del suo tempo libero a leggere e quindi porta sempre con sé un libro, soprattutto se viaggia in treno o in metropolitana, mettendo in pratica anche raffinate tecniche di mimetismo ed elusione dei passeggeri che si ostinano a rivolgergli la parola anche quando hanno il naso affondato a pagina 142. I più irritabili aggrediscono quelli che li disturbano e talora sono mordaci 
  2. Leggendo molto sarà spesso impegnato a comprare libri, quindi lo vedrete spesso nei dintorni delle librerie o impegnato a emettere ordini on line
  3. Lamenta croniche carenze di spazio per sistemare i suoi libri, che arrivano ad assediarlo nella sua stessa casa, invadendo tutti i luoghi da lui frequentati, dal posto di lavoro all’automobile, portandolo anche a sacrificare armadi e credenze per fare posto all’accumularsi caotico dei volumi
  4. Utilizzerà un numero esorbitante di parole, ci cui una buona parte risulteranno prive di significato per la maggior parte dei suoi interlocutori; provando anche un perverso piacere nell’accorgersi di non venire capito, perché man mano che i suoi simili diminuiscono trasforma il proprio isolamento in un atteggiamento sadico narcisista da secchione 
  5. Ha tendenze nostalgiche, malinconiche o assurdamente romantiche 
  6. Scrive a mano ogni volta che ne ha l’occasione e preferisce le matite alle penne
  7. I suoi incubi ricorrenti sono abitati dal racconto di Stanislaw Lem ‘Memorie trovate in una vasca da bagno’ (contenuto nella preziosa antologia ‘Fantascienza: guerra sociale?’ ) e da ‘La strana biblioteca’ di Murakami Haruki (illustrata nella vesrione italiana da Lorenzo Ceccotti).

Ma se non avete avuto l’opportunità di osservare per un tempo sufficiente il destinatario del vostro regalo sarete costretti a ricorrere all’ultima risorsa a disposizione di chi vuole sapere una cosa di un’altra persona: chiedergliela.

Lusso, ansia e contraffazione:...

Viviamo in un mondo dove i gusti e i...

“Trovati un lavoro e...

L'asterisco avverte subito: il titolo non è altro che...

“La caduta della casa...

Abbiamo già parlato della serie tv Netflix "La caduta...

Halloween: da Edgar Allan...

"Una tetra mezzanotte", "La maschera della morte rossa", "I...

Schegge di paura: tre...

Ci sono molti modi per passare una notte da...

Tra Dickens, la Sirenetta...

Il secondo romanzo della scozzese Elizabeth Macneal "Il circo...

Libri da leggere nel 2023: 20 “must have” per affrontare l’anno nuovo

Se vi è piaciuta la nostra guida con i libri che abbiamo più amato nell'arco del 2022, eccoci qui alla classifica dei libri da...

Lusso, ansia e contraffazione: “Superfake” di Kirstin Chen

Viviamo in un mondo dove i gusti e i consumi sono dominati dai grandi marchi e la produzione di ciò che indossiamo avviene molto...

Gialli che passione: 5 libri con cui iniziare il 2023

Ho una tradizione: il primo libro che leggo all'inizio dell'anno è sempre un giallo. E se negli ultimi tempi la scelta era stata quasi...

Tre buoni motivi per leggere la serie del Commissario Gamache di Louise Penny

Tre libri, tre giudizi diversi per una saga che vale 4 stelle "Case di vetro", "Il regno delle ombre" e "Un uomo migliore" sono i...

Tra Dickens, la Sirenetta e il bizzarro: “Il circo delle meraviglie” di Elizabeth Macneal

Il secondo romanzo della scozzese Elizabeth Macneal "Il circo delle meraviglie" (Einaudi, 2023, nella impeccabile traduzione di Giovanna Scocchera) è un fantastico caleidoscopio narrativo...

Il grande successo della serie tv “Mare Fuori”: 3 libri da leggere sull’argomento

C'è una serie tv italiana che in questo momento sta facendo parlare adulti e giovanissimi, prodotta da Rai Fiction, celebrata al recente Festival di...

“Le bambine non esistono” di Ukmina Manoori: l’Afghanistan e quelle bimbe vestite da maschi per sopravvivere

"Le bambine non esistono": parola di Ukmina Manoori, donna afghana che ha deciso di raccontare la sua storia molto particolare in un libro curato...

“Trovati un lavoro e poi fai lo scrittore”: Paolo Di Paolo e la potenza dei sogni

L'asterisco avverte subito: il titolo non è altro che "il consiglio che non ho seguito". Ma quella frase se la sono sentita dire almeno...

Tre buoni motivi per leggere “Favole al telefono” di Gianni Rodari

Intramontabile. Se avete bambini, è un must. E anche se non ne avete. *** "Favole al telefono" è uno di quei libri che mi sono rimasti...